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Eccellenze italiane digitali: Isidoro di Siviglia

Avevo promesso qualche tempo fa di parlare delle eccellenze italiane nella produzione di ebook, ovvero raccontare testi la cui digitalizzazione non è una corsa al ribasso, ma in cui si possono vedere cura e progettazione nel ridisegno dell’opera (esclusi i lavori di Quintadicopertina per corretezza). Iniziamo con uno dei miei ebook preferiti, le ISIDORI HISPALENSIS EPISCOPI ETYMOLOGIAE SIVE ORIGINES, meglio conosciute come le ETIMOLOGIE O ORIGINI DI ISIDORO VESCOVO DI SIVIGLIA pubblicato in digitale da UTET.
Etimologie e origini. 1686 pagine digitali da portarsi dietro.

Etimologie e origini. 1686 pagine digitali da portarsi dietro.

Avevo sentito parlare di questo testo in un altro ebook che amo molto, il primo tomo sul medioevo della Encyclomedia di Umberto Eco, già recensito mesi fa in una delle nostre newsletter, dove in diversi saggi si cita questo iper-testo medioevale. Le Etimologie sono in pratica una delle prime enciclopedie del sapere, un mare magnum di conoscenza che Isidoro di Siviglia, vescovo, compitò attorno al 600 dopo cristo, in quello che a torto si considera il periodo dell’ignoranza e della barbarie. Le Etimologie barbare non lo sono, anzi, partono dal presupposto di spiegare il sensibile a partire dalla parole, ruotando attorno alla loro etimologia per declinare e snoccialarne i significati. Si spazia dalla grammatica, alla matematica, alla musica, alla medicina, alla cosmologia, al campo animale e minerale, alla storia e alla religione. Il linguaggio di Isidoro è tecnico, preciso, rigoroso. Per alcuni aspetti mi ricorda la lettura delle specifiche tecniche della IDPF, però lui è più chiaro (humor inside). Isidoro ovviamente compone la sua opera nell’inglese dell’epoca, ovvero in latino, ed è in questa lingua che la UTET propone la sua opera, affiancandola con una puntuale traduzione e con diverse note interattive. Non si tratta di un’opera inedita, ma di una ristampa di un testo classico della casa editrice, per la prima volta presentato in digitale. Iniziando a sfogliare l’ebook si nota che il passaggio al digitale è stato compiuto con attenzione. L’indice si è di fatto trasformato in un indice interattivo: i titoli dei singoli capitoli e sottocapitoli sono link che riportano al relativo punto dell’ebook. Stessa cosa fa la puntuale toc (table of content), la quale però – curiosamente – non presenta i titoli dei sottocapitoli, facendo quindi preferire nell’uso l’indice di inizio volume.
Indice delle etimologie: meglio l'indice della TOC.

Indice delle etimologie: meglio l’indice della TOC.

Il testo latino presenta chiaramente link in ogni pagina: sia per le note a pié di capitolo, trasformate come di consueto in ipertesti, sia per i numeri di paragrafo interni al capitolo. Le note in genere sono raggruppate a fine file, scelta intelligente per evitare rallentamenti in fase di consultazione, anche se i file, uno per capitolo, assumono un certo peso (molti oltre i 250k) che potrebbe affaticare qualche ebook reader meno prestante. Si tratta comunque di una scelta tecnica comprensibile per un testo di questa consistenza.
Le note.

Le note.

La parte latina. Con un click si passa da una all'altra.

La parte latina. Con un click si passa da una all’altra.

I numeri di paragrafo ipertestuali sono la chiave per la lettura bilingue italiana e latina. Sostituiscono infatti in digitale la funzione del testo a fronte. Toccando o cliccando sul numero di paragrafo si salta alla corrispettiva pagina in italiano e viceversa. È quindi possibile leggere una pagina saltando di tanto in tanto alla fonte latina per verificare cosa avesse scritto Isidoro in originale, per poi tornare ad una lettura in lingua corrente. O – per i più fortunati – l’opposto.
Testo italiano con note e paragrafi ipertestuali: la parte italiana.

Testo italiano con note e paragrafi ipertestuali: la parte italiana.

Altro punto di qualità del testo è la conversione in digitale degli indici analitici di fine volume. In genere, in altri testi che mi è capitato di leggere, questi vengono rimossi, perché non sono facili da creare. Utet qua presenta una scelta di qualità, con diversi indici analitici, tutti trasformati in indici ipertestuali.
Indici ipertestuali.

Indici ipertestuali.

Ripensamento dell'indice analitico in digitale.

Ripensamento dell’indice analitico in digitale.

Si tratta insomma di un vero iper-testo che non solo non perde pezzi rispetto all’edizione cartacea, ma anzi, forse proprio in digitale trova un compimento naturale dell’opera dell’autore. È notevole anche che un testo del genere non sia presentato come app proprietaria di questo o quel sistema operativo, ma utilizzi il formato aperto ePub2, leggibile quindi su un numero altissimo di smartphone, computer, tablet e ebook reader. Di fronte ai tanti discorsi sul futuro del libro o sugli ebook arricchiti, credo che questo possa essere un esempio concreto di come progettare oggi ebook del futuro: con cura, ripensamento digitale degli originali, ripensamento dell’esperienza di lettura. Ci sono difetti? Qualcosa c’è, ma si tratta di piccole cose rispetto all’ottimo lavoro generale: oltre al già citato problema della toc senza titoli nei sottocapitoli, le immagini che si trovano – ad esempio – nella parte fonetica sono piccole bitmap, che su ebook reader ad alta densità di ppi riducono notevolmente la loro leggibilità. Infine, se è vero che in genere la lettura è scorrevole e piacevole, è capitato di imbattersi in alcune (poche) pagine con residui refusi da conversione carta/digitale. Confidiamo che soprattutto questi ultimi verranno man mano corretti, e possono essere considerati come imperfezioni fisiologiche rispetto alla mole di testo lavorata, bilingue e spesso con inserti in lingua (e scrittura) greca. Il testo ha attualmente un costo di nove euro e novantanove. La versione cartacea in due volumi ne costa ventiquattro e comprende anche la versione in ebook.

05. febbraio 2015 by fabrizio venerandi
Categories: ebook concetti generali, ebook recensioni | Leave a comment

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