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L’impressione è quella dello sciame a cui chiudano l’accesso al nido, arrivano tutti fino all’ingresso ma è chiuso. Un masso ne impedisce l’accesso. Lo sciame, questa è una particolarità, non si può vedere se non all’interno del nido, quando vola libero ogni individuo è solo.

Quindi, nel momento che trova chiuso l’accesso, lo sciame non è sciame ma è un singolo individuo, solo. Intuisce il suo essere sciame dal senso di assenza, dal vuoto comunicativo. Corre allora il singolo a un altro nido, un nido qualsiasi, in cui possa sentirsi ancora parte dello sciame, qualsiasi sciame.

Lo sciame ama il suo nido. Quando è fuori e gli è impedito l’accesso, si rende conto di quanto lo amava, il suo nido. Il nido dello sciame è incorporeo, sono una serie di algoritmi che gestiscono lo scambio di informazioni dello sciame. Lo sciame non ha nostalgia delle cose che ci sono nel nido, gli mancano gli algoritmi di relazione.

La mancanza del nido fa capire all’individuo la dipendenza. Lo sciame è dipendente dal nido. Lo sciame non esiste senza nido, e lo sciame, quando il nido è chiuso, se ne rende conto. Lo sciame è un tossico a cui stanno togliendo la dose. La comunicazione del nido è tossica. Lo sciame lo sa e pensa – nobilmente – che potrebbe smettere quando vuole. Che potrebbe non tornare nel nido.

In realtà l’unico modo per lasciare il nido è il collasso del nido. L’arrivo di un nido diverso, inimmaginabile ora, che assorba gli algoritmi del nido e ne crei di nuovi, meravigliosi, di cui lo sciame possa innamorarsi. Solo un nuovo nido genera il collasso del vecchio. Quando un nido collassa resta lì come uno scheletro, per un po’, il tempo che lo sciame si sposti al nuovo nido.

Nel nuovo nido lo sciame rimpiange il vecchio nido, ricorda quanto erano fantastici gli algoritmi del vecchio nido, la comunicazione. Ma questi rimpianti non sono altro che nuova comunicazione per il nuovo nido. Il nuovo nido prende e macina tutto per rendere l’ambiente più invisibile possibile, per far credere allo sciame che lo sciame esista anche senza il nido.

Quando invece qualcuno toglie la pietra che impediva l’accesso al nido, mentre lo sciame era ancora in giro a cercare altri nidi, lo sciame torna nel nido come se niente fosse. Ritorna nelle sue stanze, torna a succhiare i succhi del nido ad espellere i propri. Il nido è fatto tutto delle sue escrezioni. Dentro il nido l’individuo scherza sulla dipendenza dello sciame, racconta quello che ha fatto mentre non era più sciame. Lo sciame gli si fa attorno e lo rassicura. È successo lo stesso a loro.

Fa un rumore, sentito da lontano, lo sciame, impressionante. Non potete pensare quanta energia serva per tenere in vita il nido, per fare in modo che lo sciame si riconosca come sciame. Colonne di energia traslucida si alzano dal cuore della terra fino al cielo, come colonne di San Brandano. Vibrano potenti e risuonano, bruciano l’energia necessaria agli algoritmi per tenere in vita lo sciame, per far perdurare il suono della sua comunicazione infinita.

05. ottobre 2021 by fabrizio venerandi
Categories: digitale & analogico | Leave a comment

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