Niente di personale al Cane

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Domenica a Genova presso il CANE (corso Perrone 22) prima presentazione di Niente di personale, il mio ultimo libro di scrittura non creativa, edito da Argo. Alle ore 18, prima del prorompente concerto dei Black Armadillos, farò vedere alcune poesie elettroniche, due video delle poesie in realtà virtuale e immagino parlerò con Filippo Balestra di come sono nate queste poesie fatte di messaggi spam porno, errori di sistema, chiavi di ricerca google. Roba da raccontare ai vostri nipotini.

07. aprile 2022 by fabrizio venerandi
Categories: Il muscolo della poesia | Leave a comment

[la povera gente si muove]

la povera gente

ha un dente spezzato che tiene nel cuore

fa schifo tenerla sul palmo

la cancello con un cuore abbracciato

24. marzo 2022 by fabrizio venerandi
Categories: electronicPoetry, Pagine di letteratura elettronica | Leave a comment

Credere obbedire condividere

Cercando ucraina sui social

Cercando ucraina sui social

È sempre interessante studiare come le persone rispondano all’arrivo delle informazioni, in questo caso le notizie della guerra russo ucraina.
Ritornano una serie di meccaniche di retorica viste centinaia di volte per ogni dibattito social: dalla frangia “certo, ora vi stracciate le vesti per l’Ucraina, ma dove eravate voi quando [aggiungere conflitto a caso]?” fino agli ossessivo compulsivi che – a guardare il loro profilo – sembrano avere una necessità fisiologica di postare frammenti, link, meme relativi al conflitto.

Questo gruppo in particolare è interessante perché è capace di postare dieci, quindici post al giorno sugli stessi temi, filtrando ogni contenuto che non sia in linea con la loro idea. Vogliono convincere Facebook della bontà della loro scelta ideologica con un florilegio selezionato del proprio pensiero o di altri.

Sono cascami della “post verità”: non cerco informazioni che possano mettermi in difficoltà, ma voglio solo essere confermato in quello che sostanzialmente so già. Non cerco la verità, perché l’ho già scelta, devo solo collezionare le conferme.

Mi ha colpito stamattina il post di una persona (credo un reporter indipendente) che sta mandando messaggi su diversi social dai luoghi di guerra dell’Ucraina. Sono messaggi in controtendenza e disegnano un conflitto dove i soldati ucraini sono azoviani e i civili vittime prima di tutto della milizia ucraina.

È una fonte che – come storico – prendo con le dovute pinze: le fonti riportate sono anonime, non si sa bene chi e quante siano, in mezzo ci sono storie non confermate di fonti indirette. Diciamo che è una narrazione filorussa, utile, che è bene conoscere, ma che va vagliata confrontandola con altre per avere un quadro più ampio possibile.

Ecco, mi ha colpito nei commenti uno che diceva qualcosa del tipo “ah finalmente qualcuno che ci dice quello che i telegiornali non hanno il coraggio di dire, finalmente qualcuno che ci dice le cose come stanno”.

In realtà il commento poteva essere scritto meglio: “ah finalmente qualcuno che scrive la verità che ho già scelto”. L’idea che questa persona, che è sul posto e racconta quello che vede, sia comunque una fonte al pari di tante altre che arrivano, non c’è.

L’idea che una persona che è sul posto dica la verità, è un’aspetto molto ingenuo, storicamente parlando. c’è questo libro, per me molto importante, che ho già citato mille volte, “Verba manent” di Contini e Martini, che insegna come fare raccolta di fonti orali.

E la cosa grossa che dice, semplifico, è che quando siamo di fronte a qualcuno che ci racconta qualcosa, qualcosa che ha vissuto in prima persona, mettiamoci nell’ordine di idee che quella persona non ci sta raccontando le cose come sono davvero andate. Ci sta “mentendo”.

Ci sta raccontando il suo storytelling della cosa, l’avvenimento al filtro delle sue idee, dei suoi traumi, dei suoi preconcetti, degli stereotipi che ha in testa. Ogni persona è una fonte, ma non della cosa successa: dell’esperienza di essere stati lì, umani, con tutto se stessi.

Ricordo ancora l’intervista a mia nonna dove alcuni suoi ricordi, precisissimi dell’epoca fascista, ad una più attenta analisi, si era scoperto che non erano suoi, li aveva visti in tv decenni dopo. O persone che hanno rimosso il quando e dove erano durante l’11 settembre, modificando fatti recentissimi della loro vita.

Si posta e si condivide solo ciò in cui si crede: anzi, solo ciò in cui si è deciso di credere, solo i pezzi di puzzle che si attaccano bene a quello che decidiamo di volta in volta di raccontare.

In questo non aiuta la scuola, ne scrivevo qualche giorno fa: le scienze insegnano lo stato dell’arte delle loro materie, le umanistiche raccontano invece la conservazione storica di fatti e opere di migliaia di anni fa.

La scuola dovrebbe usare la storia per insegnare il mondo contemporaneo, le attuali forze in atto, le meccaniche tossiche della comunicazione, lo studio delle fonti giornalistiche, i conflitti aperti, i piombini messi nella terra per equilibrarla a favore di qualcuno e scapito di qualcun altro.

E tutto questo, intendiamoci, dovrebbe farlo per avere poi cittadini in grado di fare di Facebook un posto migliore per tutti.

20. marzo 2022 by fabrizio venerandi
Categories: digitale & analogico, mondo, Scuola | 3 comments

Giornali, emozioni, e cancel culture

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In questi giorni in classe sto parlando di informazione e fonti, titoli di giornali che giocano sul fattore emozionale e titoli che invece lavorano su quello razionale e informativo. Ho dato ai ragazzi da sfogliare le prime pagine dei quotidiani italiani del giorno e gli ho chiesto di dare un punteggio alla razionalità e integrità del titolo: 1 punto per titoli drammatici che puntano solo alle emozioni, e 5 punti per quelli invece più basati sui fatti e sui contenuti.
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18. marzo 2022 by fabrizio venerandi
Categories: digitale & analogico, Scuola | Leave a comment

Cronache di guerra

[1]

Ero lì che camminavo con terzogenita dopo averla presa da scuola e lei mi dice, “ah sai papà, ho capito perché le nostre maestre non ci avevano ancora parlato della guerra tra Ucraina e Russia”. E io sto per chiedere come mai e in quel momento ho l’illuminazione. Mi ricordo il primo giorno di scuola di terzogenita e ricordo questa sua compagna bionda, vestita con un vestito tradizionale, mi pare russo, e dico “ah ho capito, perché hai una compagna russa”.
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07. marzo 2022 by fabrizio venerandi
Categories: mondo | Leave a comment

Metaverso, sto arrivando

Venerandi prova l'Oculus

Venerandi prova l'Oculus
Qualche giorno fa raccontavo agli studenti come la tecnologia si diffonda per sperimentazioni e fallimenti e come esistano avanguardie tecnologiche di nicchia che si perfezionano, cambiano, trovano mercato e prendono posto, spariscono nel nulla.
Provate a indovinare la prima volta che ho indossato un visore vr” gli ho chiesto, e loro hanno risposto boh, cinque anni fa, dieci.
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24. gennaio 2022 by fabrizio venerandi
Categories: digitale & analogico, videogame | Leave a comment

Minute of Islands

farsa

farsa

Terminato anche Minute of Islands. Che dire, mi sono commosso. Più di otto ore di storia che, più passavano, più diventava importante il videogame. Alcuni aspetti del gaming non mi hanno convinto del tutto, altri sfondano ancora la quarta parete dell’oggetto videogame.

Segue SPOILER:

Le cose che non mi hanno convinto, a livello di gaming, sono due: la storia è già scritta, possiamo solo interpretarla. Le scelte che facciamo sono ininfluenti. E la grafica è troppo bella, piena di particolari evocativi che viene voglia di esplorare, ma non è possibile. Le interazioni sono funzionali alla storia. Dato il mondo che si è riusciti a creare, il videogame meritava una ‘profondità’ molto, molto maggiore di quella programmata effettivamente. Sarebbe stato un capolavoro.

Ma i pregi sono altrettanti: la struttura tipica del videogame viene scardinata. Iniziamo un normale videogame di genere, con i suoi obiettivi, i suoi personaggi e man mano che proseguiamo nel gioco il nostro personaggio inizia a fare cose che noi non avremmo fatto. È insofferente verso chi dovrebbe amare. Non è capace di empatizzare. Emergono conflitti con il suo passato, emerge un problema di ego, di iper-responsabilità. Il nostro personaggio è vivo, e non siamo noi. Lo stiamo solo accompagnando nel viaggio. E quello che fa e che pensa diventa distruttivo, disturbante. La voce narrante che inizialmente ci dava messaggi motivazionali inizia a darci addosso, a dirci che siamo dei falliti, che non ce la faremo mai. E ha ragione.

Ecco l’ultimo colpo alla struttura del videogame: questo videogioco non si può vincere. Lo scopo del gioco di genere è impossibile da raggiungere. Il nostro personaggio può solo essere sconfitto. Il videogioco – alla fine – racconta esattamente questo: il riconoscimento della sconfitta. L’accettazione di non potere fare qualcosa, di non potere portare a termine quello che consideravamo un obiettivo imprescindibile.

Il momento chiave è quando il nostro omino, il nostro personaggio, quello che stavamo muovendo e facendo saltellare da otto ore, si ferma: e scoppia a piangere.

Bum.

Poi, dopo i titoli di coda, scoprire che essere sconfitti significa soltanto cambiare strada, lasciandosi alle spalle gli scheletri di quello che abbiamo abbandonato.

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19. gennaio 2022 by fabrizio venerandi
Categories: videogame | Leave a comment

[poesia in cerca di autore]

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04. gennaio 2022 by fabrizio venerandi
Categories: Pagine di letteratura elettronica, Senza categoria | Leave a comment

De natura sonorum

denaturasonorum Il 19 dicembre 2021 sarò a Roma, all’interno della manifestazione De natura sonorum, per presentare e parlare delle mie installazioni di electronic poetry “Della terra, del corpo, del niente e delle sue parti” e “Una foresta di voci”.
Stesso giorno, stesso posto, quasi stessa ora c’è anche Marco Giovenale. CUL8R

17. dicembre 2021 by fabrizio venerandi
Categories: electronicPoetry | Leave a comment

Anticipazioni da Niente di personale

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Segnalo due anticipazioni del mio libro di poesie Niente di personale, in uscita per ArgoLibri.
La prima è su Nazione Indiana, e presenta una poesia dalla sezione Spam Poetry e una da News Poetry.
La seconda invece si può trovare su gammm e contiene tre anticipazioni da tre sezioni diverse del libro: una da News Poetry, una da You are looking for you e l’ultima da Words from the afertlife.

Ricordo che il libro è in preordine, scontato, sul sito di Argo.

14. novembre 2021 by fabrizio venerandi
Categories: Il muscolo della poesia | Leave a comment

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