Ma i videogiochi sono solo giochi?

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Screenshot da Kentucky Route Zero

Per chi segue questo blog questa domanda potrà sembrare curiosa, eppure recentemente è emersa – ovviamente in altri termini – all’interno della scena degli appassionati di avventure testuali. Nel numero 21 di Retromagazine, Vincenzo Scarpa afferma che un’avventura testuale non è un romanzo, anche se mi sembra giusto precisare che si tratta anch’essa di una forma narrativa, mentre Francesco Cordella si chiede se la narrativa interattiva sia più profonda e più prestigiosa rispetto alle text adventure e Vallarino, citato da Cordella, chiude un suo post dicendo che ognuno di noi, se ha una buona storia in mente, può scriverla così com’è, senza doverci per forza aggiungere elementi ludici o interattivi per tentare di trasformarla in quello che non è: un videogioco.
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09. maggio 2020 by fabrizio venerandi
Categories: digitale & analogico, ebook concetti generali, electronicPoetry, Interactive Fiction, videogame | Leave a comment

Detention: un videogioco per scoprire la storia contemporanea

screenshot da Detention

screenshot da Detention

Dopo sette ore di gioco ho finito Detention. Mi infilavo nel letto a giocare a questo rilassante videogioco horror ambientato in un mondo di spiriti tipici della cultura e mitologia taiwanese che è abbastanza angosciante.
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30. aprile 2020 by fabrizio venerandi
Categories: Interactive Fiction, Scuola, videogame | Leave a comment

Minit o delle meccaniche del videogioco

Screenshot da minit

Screenshot da minit

Ho finito qualche settimana fa di giocare a Minit. Bianco e nero, grafica 8-bit, suoni perfetti, gioco da febbre, personaggio che – qualunque cosa tu faccia – ogni sessanta secondi muore, boss finale con tutti i rismi e i crismi del boss finale, mondo folle che vive in una mitologia del videogioco, pezzi dannatamente difficili, da fare e rifare alla nausea per arrivare a finirli al secondo, mappa tutta da scoprire, apparentemente senza logica, in realtà che segue una logica frammentata ma precisissima, nascosta c’è anche una storia e tante sensazioni.
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30. aprile 2020 by fabrizio venerandi
Categories: videogame | Leave a comment

Prevedere il Futura

Telematica: presto avremo in casa uno o più oggetti che le conoscenze e la tecnologia di oggi ci consentono appena di immaginare. La componente base sarà un video a colori sul quale riceveremo dati, notizie, immagini televisive, disegni; per trasmettere le nostre comunicazioni avremo una tastiera, appena più complicata di quella di una macchina per scrivere, o qualcosa che somiglia a un cruscotto di automobile o, addirittura, niente. Useremo la voce, e il computer, nascosto dietro il video, invierà quello che desideriamo, a chi vogliamo.

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27. aprile 2020 by fabrizio venerandi
Categories: digitale & analogico | 1 comment

Il virus è (ha) un linguaggio

Tra qualche ora inizierà la seconda puntata di KatÀstrofi – Stati di eccezioni televisibili

Questa volta la riflessione partirà dal ribaltamento di un luogo ormai comune della letteratura e della cultura: il linguaggio è un virus. Da Artaud a Burroughs molti artisti ed intellettuali hanno paragonato le arti ad un agente virale. Ma ora siamo costretti a ribaltare la frase e a chiederci, piuttosto: il virus è (ha) un linguaggio?
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22. aprile 2020 by fabrizio venerandi
Categories: electronicPoetry | Leave a comment

Return of The Obra Dinn

Return of The Obra Dinn che dire? Un videogioco, un rompicapo, una storia? Forse tutti e tre gli elementi, anche se l’aspetto rompicapo è senz’altro l’elemento preponderante.

Una nave della compagnia delle Indie, 1800 circa, ritorna priva di marinai e di carico. Siamo incaricati di salire sulla nave fantasma e di scoprire cosa sia successo.
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21. aprile 2020 by fabrizio venerandi
Categories: digitale & analogico, ebook recensioni, Interactive Fiction, videogame | Leave a comment

Le etimologie e l’andare in TILT

immagine di un flipper in tilt

Allora, questa sera -mentre si giocava a calciobalilla – parlando con i miei figli ho scoperto che una espressione gergale, penso prettamente italiana, “essere in tilt”, nel senso di non essere in grado di lavorare, tipo “sono andata in tilt”, ecco, i miei figli sapevano cosa significava ma non avevano la più pallida idea del perché del termine.

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17. aprile 2020 by fabrizio venerandi
Categories: digitale & analogico, videogame | 1 comment

Portal (Activision, 1986): intervista a Rob Swigart

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Mappa di Portal

Portal Map

Qualche mese fa mi sono imbattuto in Portal, un videogame del 1986 scritto da Rob Swigart e prodotto da Activision per Amiga, Apple II, Commodore 64 e altri home computer dell’epoca. Ho iniziato a giocarlo/leggerlo e sono rimasto folgorato dalla modernità dell’impianto narrativo. Di fatto Portal è una vera e propria opera di letteratura elettronica, costruita come un database a cui si accede navigando tra diversi atomi di testo, così come oggi si navigherebbe su internet.

Ho continuato a leggerlo e giocarlo per diverse settimane e alla fine non ho resistito e sono andato alla ricerca dell’autore per intervistarlo e sapere come avesse fatto, trentaquattro anni fa, a progettare un lavoro così innovativo.

Rob ha risposto con grande cortesia e puntualità, e qui sotto trovate l’intervista che fotografa un momento di grande creatività dell’industria informatica e anche – se posso dirlo – il desiderio di abbattere i muri che dividono l’umanistica e la letteratura dal mondo delle scienze esatte.

Buona lettura e – ancora grazie a Rob per tutto.

Ho scoperto per caso Portal, il tuo lavoro interattivo per Activision del 1986 e sono rimasto folgorato da quanto fosse d’avanguardia il tuo progetto. Insomma, è un lavoro che è sperimentale oggi, mi immagino nel 1986.

La prima domanda: come ti è venuto in mente di fare una cosa del genere? Quale era il panorama “culturale” in cui ti sei mosso e quali i modelli che ti hanno ispirato?

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11. aprile 2020 by fabrizio venerandi
Categories: Interactive Fiction, Le grandi interviste, videogame | Leave a comment

Portal (Activision, 1986): an interview with Rob Swigart

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Mappa di Portal

Portal Map

A few months ago I came across Portal, a 1986 video game written by Rob Swigart and produced by Activision for Amiga, Apple II, Commodore 64 and other home computers of the time. I started playing / reading it and I was struck by the modernity of the narrative system. In fact Portal is a real work of electronic literature, built as a database which can be accessed by navigating between different text atoms, just as today we would surf the internet.

I continued reading and playing it for several weeks and eventually I couldn’t resist and I went in search of the author to interview him and know how he had done, thirty-four years ago, to design such an innovative work.

Rob replied with great courtesy and punctuality, and below you will find the interview that photographs a moment of great creativity in the IT industry and also – if I can say it – the desire to break down the walls that divide humanities and literature from the world of the exact sciences.

Happy reading and – thanks again to Rob for everything.

I accidentally discovered Portal, your interactive work for Activision from 1986 and I was impressed by how innovative your project was. I mean, it is a work that is experimental today, I could only imagine it in 1986.
The first question: how did you come up with the idea? What was the “cultural” background in which you moved and which models inspired you?

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11. aprile 2020 by fabrizio venerandi
Categories: Interactive Fiction, Le grandi interviste, videogame | 1 comment

Chi ha paura della didattica a distanza?

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In rete leggo messaggi di docenti che avversano sensibilmente la didattica digitale, reputandola un parto del mostro-MIUR, accanto a messaggi entusiasti dei docenti digitali per i quali la didattica a distanza è la panacea di tanti mali che aleggiano nelle classi analogiche.

La verità, imho, è che hanno entrambi torto. Continue Reading →

09. aprile 2020 by fabrizio venerandi
Categories: digitale & analogico, Mercato del lavoro, Scuola | 1 comment

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