Se dico didattica – Talk pedagogici: Giochi e didattica

Video associazione laudes

Video associazione laudes

Lunedì sera ho partecipato a una vivace chiacchierata (organizzata dall’Associazione Laudes) con Fabio Poroli e Michelangelo Pecoraro.
Si è parlato di scuola, didattica, gioco in classe, digitale, gamificazion, videogiochi, programmi, classi, tempi, frustrazioni, segregazione & sorveglianza, studenti e gamberi. Forse qualcosa di interessante, di discutibile, di stimolante si è anche detto.

È possibile rivedere l’intero video in tutti i suoi gloriosi ottantasette minuti. Enjoy.

10. giugno 2020 by fabrizio venerandi
Categories: digitale & analogico, Scuola, videogame | Leave a comment

Della temperatura dell’informatica

ALgoritmo

ALgoritmo

Recentemente la didattica a distanza sembra aver aperto le gabbie del pensiero dei luddisti del digitale, persone diversissime fra di loro, accumunate da un nemico comune: il computer.

Il computer, in sintesi, fa male: fa male per ragioni climatiche prima di tutto: è freddo. Freddi i suoi ragionamenti, è distraente, allontana dalla grossa coperta di Linus di tanti intellettuali italiani, il libro.
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04. giugno 2020 by fabrizio venerandi
Categories: digitale & analogico, Programmazione, Scuola | 1 comment

Una foresta di voci

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Dopo due giorni di lavoro (e grazie all’aiuto di primogenito per gli algoritmi più importanti) ho scritto una poesia elettronica che da tempo avevo in mente di realizzare.

Si tratta una foresta di 37 alberi che generano parole. Ci si muove dentro, ad occhi chiusi, solo grazie all’aiuto delle voci, o utilizzando una mappa che ci segnala la nostra posizione all’interno della foresta.

La voce è di Maria Cecilia Averame che gentilmente me la cedette per una poesia sonora una ventina di anni fa.

La foresta funziona, per ora, con Google Chrome e Firefox.

Tenendo premuto il pulsante del mouse si cammina in avanti, muovendo il mouse sulle estremità destra e sinistra della finestra ci si volta da una parte o dall’altra.

Buon ascolto.

14. maggio 2020 by fabrizio venerandi
Categories: electronicPoetry, Pagine di letteratura elettronica | Leave a comment

Ma i videogiochi sono solo giochi?

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Screenshot da Kentucky Route Zero

Per chi segue questo blog questa domanda potrà sembrare curiosa, eppure recentemente è emersa – ovviamente in altri termini – all’interno della scena degli appassionati di avventure testuali. Nel numero 21 di Retromagazine, Vincenzo Scarpa afferma che un’avventura testuale non è un romanzo, anche se mi sembra giusto precisare che si tratta anch’essa di una forma narrativa, mentre Francesco Cordella si chiede se la narrativa interattiva sia più profonda e più prestigiosa rispetto alle text adventure e Vallarino, citato da Cordella, chiude un suo post dicendo che ognuno di noi, se ha una buona storia in mente, può scriverla così com’è, senza doverci per forza aggiungere elementi ludici o interattivi per tentare di trasformarla in quello che non è: un videogioco.
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09. maggio 2020 by fabrizio venerandi
Categories: digitale & analogico, ebook concetti generali, electronicPoetry, Interactive Fiction, videogame | Leave a comment

Detention: un videogioco per scoprire la storia contemporanea

screenshot da Detention

screenshot da Detention

Dopo sette ore di gioco ho finito Detention. Mi infilavo nel letto a giocare a questo rilassante videogioco horror ambientato in un mondo di spiriti tipici della cultura e mitologia taiwanese che è abbastanza angosciante.
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30. aprile 2020 by fabrizio venerandi
Categories: Interactive Fiction, Scuola, videogame | Leave a comment

Minit o delle meccaniche del videogioco

Screenshot da minit

Screenshot da minit

Ho finito qualche settimana fa di giocare a Minit. Bianco e nero, grafica 8-bit, suoni perfetti, gioco da febbre, personaggio che – qualunque cosa tu faccia – ogni sessanta secondi muore, boss finale con tutti i rismi e i crismi del boss finale, mondo folle che vive in una mitologia del videogioco, pezzi dannatamente difficili, da fare e rifare alla nausea per arrivare a finirli al secondo, mappa tutta da scoprire, apparentemente senza logica, in realtà che segue una logica frammentata ma precisissima, nascosta c’è anche una storia e tante sensazioni.
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30. aprile 2020 by fabrizio venerandi
Categories: videogame | Leave a comment

Prevedere il Futura

Telematica: presto avremo in casa uno o più oggetti che le conoscenze e la tecnologia di oggi ci consentono appena di immaginare. La componente base sarà un video a colori sul quale riceveremo dati, notizie, immagini televisive, disegni; per trasmettere le nostre comunicazioni avremo una tastiera, appena più complicata di quella di una macchina per scrivere, o qualcosa che somiglia a un cruscotto di automobile o, addirittura, niente. Useremo la voce, e il computer, nascosto dietro il video, invierà quello che desideriamo, a chi vogliamo.

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27. aprile 2020 by fabrizio venerandi
Categories: digitale & analogico | 1 comment

Il virus è (ha) un linguaggio

Tra qualche ora inizierà la seconda puntata di KatÀstrofi – Stati di eccezioni televisibili

Questa volta la riflessione partirà dal ribaltamento di un luogo ormai comune della letteratura e della cultura: il linguaggio è un virus. Da Artaud a Burroughs molti artisti ed intellettuali hanno paragonato le arti ad un agente virale. Ma ora siamo costretti a ribaltare la frase e a chiederci, piuttosto: il virus è (ha) un linguaggio?
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22. aprile 2020 by fabrizio venerandi
Categories: electronicPoetry | Leave a comment

Return of The Obra Dinn

Return of The Obra Dinn che dire? Un videogioco, un rompicapo, una storia? Forse tutti e tre gli elementi, anche se l’aspetto rompicapo è senz’altro l’elemento preponderante.

Una nave della compagnia delle Indie, 1800 circa, ritorna priva di marinai e di carico. Siamo incaricati di salire sulla nave fantasma e di scoprire cosa sia successo.
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21. aprile 2020 by fabrizio venerandi
Categories: digitale & analogico, ebook recensioni, Interactive Fiction, videogame | Leave a comment

Le etimologie e l’andare in TILT

immagine di un flipper in tilt

Allora, questa sera -mentre si giocava a calciobalilla – parlando con i miei figli ho scoperto che una espressione gergale, penso prettamente italiana, “essere in tilt”, nel senso di non essere in grado di lavorare, tipo “sono andata in tilt”, ecco, i miei figli sapevano cosa significava ma non avevano la più pallida idea del perché del termine.

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17. aprile 2020 by fabrizio venerandi
Categories: digitale & analogico, videogame | 1 comment

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