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Genova fa pace con gli ebook
Uno dei complimenti più belli (e meritati? Ai posteri l'ardua sentenza...) che Quinta abbia ricevuto è arrivato a conclusione del ciclo di incontri Genova@ebook. Poche ore dopo l'ultima tappa al Berio Cafè così leggiamo sul blog Letture sconclusionate: «un'esperienza a il mio avviso vincente rappresentata da una casa editrice con una snella struttura organizzativa e che diventa una macchina da guerra sul mercato, non perché si crogiola su quel che è vincente, ma che è sempre alla ricerca dell'idea nuova».
Ma non di soli elogi vive l'uomo. Genova@ebook è stata l'occasione per parlare di digitale a un pubblico di non addetti ai lavori, che di fronte a un dibattito su self-publishing, drm e social reading si ritrova a farci fare un passo indietro: «Voi parlate facile, siete tutti bravi a usare il computer e quelle cose lì. Ma se io voglio comprare un ebook, come faccio?» (da Ledita).
Già, perché a volte i concetti che più diamo per scontati - quelli che ancora chiamiamo sperimentazione - sono quelli di cui i nostri interlocutori hanno più bisogno. Questa è una delle prime riflessioni che Genova@ebook ha portato con sé. La illustrano bene gli amici di Editoria Crossmediale, fra i relatori del terzo incontro: «Non è possibile aspettare che nativi digitali popolino il mondo e il nostro Paese per avere un buon numero di lettori di “libri digitali”. Occorre sicuramente educazione e formazione nei confronti delle tecnologie, ma soprattutto è necessario creare un ambiente digitale che sia alla portata di tutti, che non sia caratterizzato da compartimenti stagni, ognuno con il suo formato e con la sua rigida protezione».
Il messaggio è chiaro: come possiamo spiegare la lettura digitale a chi - per ragioni anagrafiche o di altra natura - sta muovendo ora i primi passi nell'usare il computer? Conditio sine qua non della lettura digitale non è solo saper leggere, ma anche avere una minima alfabetizzazione web-informatico-tecnologica. Noi degli ebook dobbiamo anzitutto "educare" chi non ha dimestichezza con il digitale, a partire dai lettori (cartacei) forti che non passano al digitale perché a malapena sanno "andare su Internet".
L'educazione al digitale è possibile e attraversa varie fasi: anzitutto l'informazione, di cui si è parlato nel primo incontro di Genova@ebook. «Un modello di sostenibilità editoriale è non abbandonare necessariamente la carta a favore del digitale, ma utilizzare la rete per creare spazi alternativi alla concentrazione che ormai caratterizza la quasi totalità del panorama editoriale» (da Flaneri).
A seguire la sostenibilità, che si può riassumere in tre regole fondamentali: stampare su carta riciclata, utilizzare licenze "aperte" come la Creative Commons, valorizzare e retribuire il lavoro dei dipendenti e collaboratori.
In terzo luogo il mercato: la guerra dei prezzi (analizzata su Memoria digitale) che porta a vendere ebook a 0,99 € toglie valore aggiunto all'opera o rimane un meccanismo disgiunto dalla percezione di qualità agli occhi del lettore?
Tante domande, e l'elenco probabilmente non è ancora finito. Per ripercorrere quanto è accaduto, si possono rivedere video e Storify dei tre incontri al Berio Cafè:
Pratiche di editoria sostenibile attraverso la rete
con Bernardo Parrella (Global Voices), Carlo Gubitosa (Altrinformazione - Mamma), Becco Giallo Editore
Video, parte 1 e parte 2
Storify
Un'editoria sempre più social: che c'è di nuovo?
con Barbara Sgarzi (Zazie), Marco Ghezzi (Bookrepublic)
Video, parte 1 e parte 2
Storify
Lettori e scrittori digitali
con Clelia Caldesi Valeri (Bookliners) e Alessio Neri (Editoria Crossmediale)
Video
Storify
Marta Traverso




















