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Il motore della Locusta

Sul newsgroup it.comp.giochi.avventure.tesuali Enrico Colombini ha risposto ad alcune domande di Paolo G. Sfredda sugli aspetti più tecnici del suo lavoro Locusta Temporis. Riportiamo qua il dialogo, perché pensiamo possa essere interessante per capire cosa si nasconde sotto al cofano dell'interactive fiction di Colombini.

 

Colombini docetCosa differisce il tuo lavoro da una storia a bivio?

Tutti gli ipertesti sono - tecnicamente - delle strutture a bivi.
Quello però è solo un "linguaggio assembly" di base sul quale è possibile costruire meccanismi narrativi più o meno sofisticati e tra loro anche molto diversi, con l'unico limite delle dimensioni totali dell'ipertesto. Se per assurdo potessimo togliere questo limite, con un insieme (potenzialmente infinito) di pagine immutabili si potrebbe fare tutto ciò che si può fare con un qualsiasi linguaggio di programmazione.

Come corollario di quanto sopra, è teoricamente possibile fare con un ipertesto tutto cio' che si può fare (a livello di azioni, eventi e storia) con una AT tradizionale. Se sia anche praticamente possibile dipende dalla complessità della storia, o più esattamente dal numero totale dei suoi possibili stati distinti.


Il motivo per cui mi ha fatto comodo costruire Medusa mentre Fabrizio e Koch hanno potuto farne a meno sta nella scelta del meccanismo narrativo e del tipo di interazione con la storia che si vuole offrire al lettore, scelta che nel mio caso implicava un numero di stati e di link troppo elevato per essere controllabile senza un qualche aiuto meccanico (ovviamente non c'è alcuna relazione tra il livello di complessità strutturale di un ipertesto e la qualità narrativa del risultato).

 

Tu avevi già scritto un programma per fare storie a bivi chiamato Idra. Cosa è Medusa?

Per Locusta ho realizzato un ambiente di sviluppo di nome Medusa (macchinario esente da un significativo acronimo), ma ho seguito l'approccio esattamente opposto rispetto a Idra: per quest'ultima avevo cercato di costruire (e documentare) uno strumento usabile da un autore con limitate capacità informatiche, ma poi è finita che le sue potenzialità non sono mai state sfruttate se non a un livello molto superficiale (anche da me, ovviamente).

Locusta Piccola

Mi sono ripromesso di non ripetere il medesimo errore e quindi Medusa è nata come strumento per mio utilizzo, abbandonando ogni pretesa di usabilità da parte di altri e concentrandomi sull'obiettivo di affinarla e potenziarla con l'unico scopo di aiutarmi a produrre un'opera interessante (il tutto è costato un lavoro immenso - la Locusta, non Medusa - ma tutto sommato non posso lamentarmi del risultato).

Di conseguenza, per quanto lo strumento esista, sia piuttosto solido (entrato in funzione al 1 Gennaio 2009, prima correzione secondaria il 27 Maggio) e io non abbia obiezioni di principio a pubblicarlo prima o poi, al momento è usabile solo da qualcuno che lo conosca a fondo... e non c'è uno straccio di documentazione. Per dare un'idea, ogni tanto mi veniva fuori un erroraccio Lua di svariate righe e mi chiedevo cosa avessi sbagliato nel 'sorgente' del libro. Poi ci ho preso la mano :-)

Tra l'altro, benché le potenzialità dal punto di vista del design narrativo siano forzatamente ridotte rispetto a Idra a causa dei limiti del supporto ebook, Medusa è concettualmente più complessa (appunto per aggirare questo limite) e comprende, oltre al compilatore che ne forma il nucleo fondamentale, una serie di tool esterni per il post-processing e la produzione degli ebook veri e propri.

Probabilmente in qualche mese di lavoro (a tempo pieno), ossia molto più di quanto mi sia costato scriverla, riuscirei a generalizzarla, documentarla e renderla usabile a livello di Idra, ma anche in questo caso sarei terrorizzato dall'idea di doverne supportare gli utenti :-) (non tutti sono abituati a pensare in meta-programmazione, ogni tanto all'inizio cascavo anch'io in qualche trappola logica)

In cosa differisce l'approccio di Idra da quello di Medusa?

Dal punto di vista concettuale Medusa si presenta all'autore in una forma non molto diversa da Idra. Ma mentre Idra esegue dei frammenti di programma durante la fase di presentazione, Medusa li esegue durante la fase di compilazione perché il risultato dev'essere immutabile e non contenere codice o variabili.
Ciò pone alcuni vincoli al progetto della narrazione e richiede una buona comprensione del meccanismo per evitare sia comportamenti imprevisti che, soprattutto, esplosioni combinatorie che producano milioni di pagine (Medusa le produrrebbe allegramente, ma poi ci sarebbero piccoli problemi di distribuzione e lettura con ebook di centinaia o migliaia di Mbyte).
In teoria potrei modificare (beh, riscrivere...) Idra perché produca un numero finito di pagine Web fisse anziché una sola pagina dinamicamente variabile e otterrei un risultato simile.

locusta temporisIn sintesi, la letteratura espressa da lavori come quelli di Enrico e Fabrizio in cosa differisce veramente, nel profondo, dai libri-game, dalle storie a bivio o dalle AT? Tradizionalmente lo story-teller racconta la "sua" storia. Con strumenti ipertestuali si possono raccontare storie multiple ma sempre dell'autore. Cosa c'è di così diverso dal passato?

Come ha scritto Fabrizio, il grado di libertà lasciato al lettore dipende dalle scelte dell'autore; ad esempio, i tre primi autori di quintadicopertina hanno scelto approcci radicalmente diversi. Paradossalmente la Locusta, forse quello che dà al lettore l'impressione di avere la più ampia libertà di azione, segue una trama univoca a differenza degli altri due che, in modo diverso tra loro, raccontano storie differenti a seconda del percorso di lettura.

Se c'è qualcosa di significativamente diverso, con quale strumento è possibile lavorare a questa nuova tipologia di letteratura che non sia parente di quanto già esistente?
Esiste un linguaggio di nuova generazione (o di terza o quarta come, rispettivamente, inform 6 e 7 o come Idra alias javascript) che permetta una nuova letteratura?


Credo che con qualsiasi strumento, a partire da quello tradizionale "a zero link", si possano inventare nuove tipologie di letteratura e nel contempo non si possa rinnegare la parentela con l'esistente.
Come nella pittura, il mezzo tecnico condiziona l'espressione ma non il contenuto. È pericoloso innamorarsi di una macchina :-)

Ma, soprattutto, esiste una nuova letteratura?

Bella domanda :-)

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