{"id":1474,"date":"2020-01-24T22:24:45","date_gmt":"2020-01-24T21:24:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.quintadicopertina.com\/fabriziovenerandi\/?p=1474"},"modified":"2020-04-10T07:38:45","modified_gmt":"2020-04-10T05:38:45","slug":"dieci-anni-da-chi-ha-ucciso-david-crane","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.quintadicopertina.com\/fabriziovenerandi\/?p=1474","title":{"rendered":"Dieci anni da &#8220;Chi ha ucciso David Crane?&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong>Sono passati dieci anni dalla pubblicazione di questo ebook<\/strong> che, assieme agli altri della collana di narrativa interattiva aperta nel 2010, ha introdotto in Italia i &#8220;librogame&#8221; digitali.<br \/>\nRipubblico di seguito alcuni appunti e le scansioni delle mappe che avevo disegnato per la realizzazione di questa grande hypertext fiction, una delle prime in Italia in formato ebook.<\/p>\n<p>La mia idea nello scrivere <cite>Chi ha ucciso David Crane?<\/cite> era stata quella di prendere alcune modalit\u00e0 della scrittura digitale e interattiva, estraendole dall&#8217;ambito in cui si erano sviluppate e di trattarle come se facessero parte del normale armamentario di uno scrittore. <\/p>\n<p><strong>Partire dal presupposto che fare letteratura elettronica fosse una naturale attivit\u00e0 per uno scrittore nato e cresciuto in un mondo di videogiochi, ipertesti, codici.<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/salvoesaurimentoscorte.files.wordpress.com\/2011\/10\/dc1-png.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-584\" title=\"dc1.png\" src=\"http:\/\/salvoesaurimentoscorte.files.wordpress.com\/2011\/10\/dc1-png.jpeg\" alt=\"\" width=\"460\" height=\"627\" \/><\/a><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><strong>Avevo in mente i librogame degli anni ottanta, quelli della EL e di Lupo Solitario,<\/strong> e il primo lavoro \u00e8 stato quello di raccontare il cuore della storia di <cite>Chi ha ucciso David Crane?<\/cite> utilizzando il paradigma del libro-gioco, ma senza farne un gioco. <strong>Prendere insomma la struttura ipertestuale del librogame e ripensarla per un&#8217;opera narrativa<\/strong>.<\/p>\n<p>Dal punto di vista della scrittura le opzioni con cui mi trovavo ad avere a che fare erano moltissime: non solo potevo fare variare le avventure del protagonista, modificando quindi i finali della storia a seconda delle scelte del lettore, ma potevo anche azionare degli on\/off sugli strumenti dell&#8217;intreccio del romanzo, costruendo l&#8217;<em>effetto fisarmonica<\/em> teorizzato da <a href=\"http:\/\/platania.wordpress.com\/\">Federico Platania<\/a>.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/salvoesaurimentoscorte.files.wordpress.com\/2011\/10\/dc2-png.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-585\" title=\"dc2.png\" src=\"http:\/\/salvoesaurimentoscorte.files.wordpress.com\/2011\/10\/dc2-png.jpeg\" alt=\"\" width=\"460\" height=\"627\" \/><\/a><\/p>\n<p>In cosa consiste l&#8217;effetto fisarmonica? Si tratta di <strong>scegliere una serie di elementi tipici dell&#8217;intreccio (flashback, dialogo, monologo, eccetera) e di renderli &#8220;azionabili&#8221; o meno seconda del desiderio del lettore<\/strong>: un personaggio chiede qualcosa al protagonista del romanzo e il lettore ha la possibilit\u00e0 di rispondere o di stare zitto; viene messo in rilievo un flashback che il lettore pu\u00f2 non attivare, e quindi non leggere; si possono indirizzare i flussi di coscienza del protagonista, creando di volta in volta monologhi interiori differenti. Non cambia la storia a livello strutturale, ma si modifica l&#8217;esperienza di lettura per ogni volta che si legga la storia.<br \/>\nPer me scrittore questo ha cambiato molto, non solo per la strutturazione del testo, ma anche per la gestione dell&#8217;editing e degli &#8220;scarti di lavorazione&#8221;. Tutti i materiali che in fase di editing vengono tagliati perch\u00e9 allungano troppo una azione, o perch\u00e9 lo scrittore (o l&#8217;editore) ritiene possano essere troppo impattanti per un capitolo, possono essere aperti o chiusi, delegando quindi al lettore l&#8217;opzione di esserci o meno all&#8217;interno del testo. <strong>Il lettore diventa &#8211; in un certo senso &#8211; anche editor del materiale che sta leggendo.<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/salvoesaurimentoscorte.files.wordpress.com\/2011\/10\/dc3.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-583\" title=\"dc3\" src=\"http:\/\/salvoesaurimentoscorte.files.wordpress.com\/2011\/10\/dc3.png\" alt=\"\" width=\"460\" height=\"742\" \/><\/a><\/p>\n<p>Un flashback che avrebbe smorzato la tensione narrativa di una scena, io lo nascondo all&#8217;interno degli elementi presenti nell&#8217;ambiente. Il lettore che \u00e8 avvinto dalla scena di azione non lo vedr\u00e0 neppure e proseguir\u00e0 spedito per la sua storia, il lettore pi\u00f9 curioso potr\u00e0 trovarlo e <em>espandere<\/em> la propria lettura, un po&#8217; come quando si apre una fisarmonica.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/salvoesaurimentoscorte.files.wordpress.com\/2011\/10\/dc4.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-582\" title=\"dc4\" src=\"http:\/\/salvoesaurimentoscorte.files.wordpress.com\/2011\/10\/dc4.png\" alt=\"\" width=\"460\" height=\"810\" \/><\/a><\/p>\n<p>Man mano che si scrive in questo modo, ci si allontana anche dal paradigma di partenza, ovvero quello della storia a bivio. <strong>Il bivio diventa una possibilit\u00e0 di racconto che non porta ad un diverso svolgimento, ma semplicemente ad una coralit\u00e0 di narrazioni dello stesso evento<\/strong>. <\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 una scena in <cite>Chi ha ucciso David Crane?<\/cite> in cui il protagonista sta leggendo un documento su un computer. Sta leggendo le ultime righe, cruciali, di questo documento, quando sente alle sue spalle un rumore. Il lettore ha la possibilit\u00e0 di voltarsi immediatamente o di leggere le ultime righe e poi voltarsi. Non cambia nulla: quando il protagonista si gira vede la stessa cosa, che abbia letto o meno le ultime righe del testo, e la successione degli eventi successivi ha modifiche marginali. Ma tutta questa lunga parte di testo e dei relativi sviluppi interattivi \u00e8 scritta in maniera <em>diversa<\/em>, a seconda che si siano lette o meno quelle righe.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/salvoesaurimentoscorte.files.wordpress.com\/2011\/10\/dc5-png.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-581\" title=\"dc5.png\" src=\"http:\/\/salvoesaurimentoscorte.files.wordpress.com\/2011\/10\/dc5-png.jpeg\" alt=\"\" width=\"460\" height=\"627\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Succedono le stesse cose, ma lo scrittore, dovendole raccontare di nuovo, le racconta in maniera un po&#8217; diversa<\/strong>. Ci prende gusto e racconta da capo una scena che \u00e8 gi\u00e0 avvenuta (in uno svolgimento parallelo), ma questa volta focalizza la sua attenzione su altri particolari, il dialogo tra i personaggi non ha la stessa sfumatura, gli eventi mostrano un maniera chiara al lettore che lo scrittore si sta inventando tutto. <\/p>\n<p>Credo che la narrazione ipertestuale e interattiva si riallacci alla tradizione del racconto orale: ascolto qualcosa e poi lo riporto di nuovo, alterando nella memoria quello che ho ascoltato. Lo scrittore digitale <em>ascolta<\/em> se stesso e produce varianti della sua stessa storia.<\/p>\n<p>Cade, per il lettore che rilegge due diversi sviluppi di <em>Chi ha ucciso David Crane?<\/em>, il meccanismo della affabulazione legata ad un ipotetico modello intoccabile e sacro di <em>fabula<\/em>. E quindi cambia anche la funzione dello scrittore. Mentre scrivevo <em>Chi ha ucciso David Crane?<\/em> non pensavo di costruire un intreccio che passasse nel miglior modo possibile la <em>fabula<\/em>, ma aggiungevo ambienti ad un contenitore di possibili sviluppi di fabula, per tutti i lettori che ci avrebbero <em>navigato<\/em> dentro. Anche per questo ho poi costruito il labirinto.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/salvoesaurimentoscorte.files.wordpress.com\/2011\/10\/dc6.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-580\" title=\"dc6\" src=\"http:\/\/salvoesaurimentoscorte.files.wordpress.com\/2011\/10\/dc6.png\" alt=\"\" width=\"460\" height=\"247\" \/><\/a><\/p>\n<p>A romanzo finito, gi\u00e0 in fase di editing digitale ho riletto una frase che diceva, pi\u00f9 o meno, che Buonaventura, il protagonista del romanzo, si era perso nei labirintici corridoi della Boston University. Ci ho pensato, ripensato e mi sono detto, ma <strong>perch\u00e9 dico che si perde nei corridoi, invece che fare <em>letteralmente<\/em> perdere il lettore in un labirinto<\/strong>? <\/p>\n<p>Cos\u00ec ho costruito un labirinto vero e proprio, abbandonando la struttura a librogame e quella a &#8220;fisarmonica&#8221; per abbracciare il <strong>modello delle avventure testuali e delle interactive fiction<\/strong>. In questa parte, una delle pi\u00f9 ampie del libro (e anche questa attivabile o meno, a seconda delle scelte del lettore), i<strong>l romanzo \u00e8 frammentato in vere e proprie locazioni spaziali<\/strong>. Ogni locazione descrive l&#8217;ambiente in cui si \u00e8, le eventuali azioni che si possono svolgere in quel posto e le uscite verso cui ci si pu\u00f2 spostare. Lo spostamento muove la storia verso un luogo diverso, ma \u00e8 possibile tornare in luoghi in cui si \u00e8 gi\u00e0 stati, e in tal caso si rileggono le descrizioni che si sono gi\u00e0 lette.<\/p>\n<p><strong>\u00c8 la famosa creazione di mondi. Lo scrittore allestisce mondi che vengono abitati dai personaggi e dalle loro azioni<\/strong>.<\/p>\n<p><figure id=\"attachment_591\" aria-describedby=\"caption-attachment-591\" style=\"width: 460px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/salvoesaurimentoscorte.files.wordpress.com\/2011\/10\/schermata-2011-10-04-a-09-28-05.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-591\" title=\"Schermata 2011-10-04 a 09.28.05\" src=\"http:\/\/salvoesaurimentoscorte.files.wordpress.com\/2011\/10\/schermata-2011-10-04-a-09-28-05.png\" alt=\"Una delle \"stanze\" della Boston University\" width=\"460\" height=\"561\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-591\" class=\"wp-caption-text\">Una delle &#8220;stanze&#8221; della Boston University<\/figcaption><\/figure><\/p>\n<p>La scrittura di questa parte \u00e8 stata importante. La cosa di cui non mi ero reso conto nel momento in cui avevo disegnato la mappa, era che <strong>avrei dovuto descrivere anche cose che non avevo immaginato<\/strong>: io avevo <em>immaginato<\/em> la struttura della Boston University, ma non <em>sapevo<\/em> come fossero fatti i bagni. O l&#8217;aula di geografia, o le stanze \u2013 tutte le stanze \u2013 degli studenti. O i corridoi, o i disimpegni. <\/p>\n<p>Man mano che scrivevo queste descrizioni da interactive fiction, mi accorgevo come fosse esponenziale la frantumazione di tutte le idee narrative che stavano attorno al labirinto. <strong>Le descrizioni delle stanze diventavano dei quadri\/specchio che permettevano di dire cose che non avevo potuto dire con la narrazione tradizionale<\/strong> e mi davano modo di andare in profondit\u00e0 nella descrizione dell&#8217;ambiente. Il romanzo, pi\u00f9 lo frantumavo in tesserine a incastro, pi\u00f9 diventava una struttura polimorfa che parlava tutte le diverse lingue delle lettere.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/salvoesaurimentoscorte.files.wordpress.com\/2011\/10\/dc7-png.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-579\" title=\"dc7.png\" src=\"http:\/\/salvoesaurimentoscorte.files.wordpress.com\/2011\/10\/dc7-png.jpeg\" alt=\"\" width=\"460\" height=\"627\" \/><\/a><\/p>\n<p>Scrivere un romanzo interattivo, che lavori sulle strutture narrative, ha bisogno di una strutturazione abbastanza elaborata. Bisogna che una scena che crea un certo climax, mantenga lo stesso climax anche in tutte le scene che derivano dalla prima, cos\u00ec come \u00e8 necessario mantenere la coerenza tra i diversi sviluppi delle letture. <\/p>\n<p>Se un lettore ha la possibilit\u00e0 di non accedere ad un flash-back, non potr\u00f2 dare per scontato che lo abbia letto. Potrebbe non averlo attivato. Cos\u00ec se un personaggio decide di prendere con s\u00e9 un oggetto, dovr\u00f2 tener conto del fatto che quell&#8217;oggetto lo accompagner\u00e0 per tutto il romanzo, e potr\u00e0 servirmi per uno snodo della storia. Il personaggio non potr\u00e0 comportarsi come se non lo avesse, se invece il lettore ha deciso di prenderlo.<\/p>\n<p><strong>Sono le variabili, \u00e8 la bellezza di avere un mondo dinamico in cui fare vivere la propria storia.<br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p>Gli elementi narrativi poi devono appropriarsi di quelli &#8216;ludici&#8217;. La chiave che apre la porta dietro cui c&#8217;\u00e8 una chiave con cui si apre un&#8217;altra porta e cos\u00ec via, sta alla base del gaming interattivo fin dai primordi. Ma \u00e8 anche alle radici dell&#8217;affabulazione pi\u00f9 schiettamente fiabesca e romanzesca e forse \u00e8 anche uno dei paradigmi pi\u00f9 schietti di quello che \u00e8 l&#8217;implacabile storytelling del proprio travaglio quotidiano.<\/p>\n<p>A dieci anni di distanza sono contento di aver affrontato un&#8217;opera come <cite>Chi ha ucciso David Crane?<\/cite>. Di aver raccontato la mia versione dell&#8217;America, dei sogni dei campus americani, dei programmatori di videogiochi anni ottanta, dei sogni erotici di Candy Candy e di averlo fatto con un testo che rimane inafferrabile, in cui i lettori non possono arrivare alla fine, ma solo perdersi in un labirinto di link.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono passati dieci anni dalla pubblicazione di questo ebook che, assieme agli altri della collana di narrativa interattiva aperta nel 2010, ha introdotto in Italia i &#8220;librogame&#8221; digitali. 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