{"id":1591,"date":"2020-04-30T05:43:57","date_gmt":"2020-04-30T03:43:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.quintadicopertina.com\/fabriziovenerandi\/?p=1591"},"modified":"2020-04-30T16:20:47","modified_gmt":"2020-04-30T14:20:47","slug":"minit-o-delle-meccaniche-del-videogioco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.quintadicopertina.com\/fabriziovenerandi\/?p=1591","title":{"rendered":"Minit o delle meccaniche del videogioco"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.quintadicopertina.com\/fabriziovenerandi\/fbrzvnrnd\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/minit.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.quintadicopertina.com\/fabriziovenerandi\/fbrzvnrnd\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/minit.jpg\" alt=\"Screenshot da minit\" width=\"960\" height=\"540\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1592\" srcset=\"https:\/\/www.quintadicopertina.com\/fabriziovenerandi\/fbrzvnrnd\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/minit.jpg 960w, https:\/\/www.quintadicopertina.com\/fabriziovenerandi\/fbrzvnrnd\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/minit-300x168.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Ho finito qualche settimana fa di giocare a <cite>Minit<\/cite>. <strong>Bianco e nero, grafica 8-bit, suoni perfetti, gioco da febbre, personaggio che &#8211; qualunque cosa tu faccia &#8211; ogni sessanta secondi muore<\/strong>, boss finale con tutti i rismi e i crismi del boss finale, mondo folle che vive in una mitologia del videogioco, pezzi dannatamente difficili, da fare e rifare alla nausea per arrivare a finirli al secondo, mappa tutta da scoprire, apparentemente senza logica, in realt\u00e0 che segue una logica frammentata ma precisissima, nascosta c&#8217;\u00e8 anche una storia e tante sensazioni.<br \/>\n<!--more--><\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 questo impasto delle meccaniche dei videogiochi anni ottanta, della grafica, delle estetiche, esasperate dal bianco e nero che creano una specie di videogioco del videogioco, muscolare, basato sul <strong>continuo voler tentare di capire quello che i programmatori hanno escogitato per noi, e rifarlo, aggiustare il tiro, e rifarlo, girare in tondo e rifarlo e ancora<\/strong> finch\u00e9 non si entra in sintonia con il disegno dei programmatori e si va avanti.<\/p>\n<p>Ecco, <strong>Minit \u00e8 un piccolo tripudio del videogame<\/strong> e funziona perch\u00e9 \u00e8 pieno di invenzioni; pur attingendo a piene mani dalla letteratura del videogioco non cade mai nella sciatteria della riproposizione meccanica di canoni manieristi, ma stupisce anzi per il linguaggio immediato e moderno.<\/p>\n<p>\u00c8 come se gli autori di Minit fossero riusciti a proporre <strong>un gioco ambientato negli ambienti in cui si svolgono i videogiochi<\/strong>, come se esistesse un mondo, una estetica e una percezione condivisa di questi luoghi abitati stranamente, abbandonati, pieni di logiche che legano fra loro le cose. <\/p>\n<p>Dopo averlo finito avevo trovato poco pi\u00f9 del 50% degli oggetti e quindi sono tornato ancora ad abitarlo perch\u00e9 c&#8217;erano sono posti in cui non ero ancora andato e c&#8217;era una piovra che aspettava ancora quattro dei suoi tentacoli. La fine del gioco non collima con la fine di tutte le storie che sono dentro al gioco. <\/p>\n<p>I videogiochi restano l\u00ec, abitabili, provano a nascondere i loro segreti. <a href=\"https:\/\/youtu.be\/jQNeYbBiCKw\">E il desiderio di questi segreti \u00e8 talmente forte che &#8211; talvolta &#8211; dura decenni: e l\u00ec fa scoprire anche quando non sarebbero esistiti<\/a> (grazie a Emilio Pozzolini per la segnalazione del video)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ho finito qualche settimana fa di giocare a Minit. Bianco e nero, grafica 8-bit, suoni perfetti, gioco da febbre, personaggio che &#8211; qualunque cosa tu faccia &#8211; ogni sessanta secondi muore, boss finale con tutti i rismi e i crismi del boss finale, mondo folle che vive in una mitologia del videogioco, pezzi dannatamente difficili, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1592,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[13],"tags":[],"class_list":["post-1591","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-videogame"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.quintadicopertina.com\/fabriziovenerandi\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1591","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.quintadicopertina.com\/fabriziovenerandi\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.quintadicopertina.com\/fabriziovenerandi\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.quintadicopertina.com\/fabriziovenerandi\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.quintadicopertina.com\/fabriziovenerandi\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1591"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.quintadicopertina.com\/fabriziovenerandi\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1591\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1596,"href":"https:\/\/www.quintadicopertina.com\/fabriziovenerandi\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1591\/revisions\/1596"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.quintadicopertina.com\/fabriziovenerandi\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/1592"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.quintadicopertina.com\/fabriziovenerandi\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1591"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.quintadicopertina.com\/fabriziovenerandi\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1591"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.quintadicopertina.com\/fabriziovenerandi\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1591"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}