{"id":245,"date":"2015-06-03T10:12:13","date_gmt":"2015-06-03T08:12:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.quintadicopertina.com\/fabriziovenerandi\/?p=245"},"modified":"2015-10-14T12:37:18","modified_gmt":"2015-10-14T10:37:18","slug":"245","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.quintadicopertina.com\/fabriziovenerandi\/?p=245","title":{"rendered":"Le pagine degli ebook rompono le scatolette"},"content":{"rendered":"<figure style=\"width:100%\"><a href=\"http:\/\/www.quintadicopertina.com\/fabriziovenerandi\/fbrzvnrnd\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Schermata-2015-06-03-alle-10.21.15.png\"><img decoding=\"async\"  style=\"border:0.1em black solid; width:100%\" src=\"http:\/\/www.quintadicopertina.com\/fabriziovenerandi\/fbrzvnrnd\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Schermata-2015-06-03-alle-10.21.15.png\" alt=\"Schermata 2015-06-03 alle 10.21.15\"\/><\/a>\r\n<figcaption style=\"font-size:0.8em; font-weight:bold;text-align:center\" >Cliccare sull&#8217;immagine per vedere il dettaglio<\/figcaption>\r\n<\/figure>\r\n<p>Ultimamente sulla mia scrivania transitano due file che si chiamano <code>labo_2_ePub3<\/code> e <code>labo_1_ePub3<\/code>. Si tratta \u2013 come il nome pu\u00f2 fare capire \u2013 di file in cui man mano <em>testo<\/em> cosa si pu\u00f2 fare e cosa non si pu\u00f2 fare in EPUB3, che poi visiono con Adobe Digital Edition 4, Ibooks per Osx, Ibooks per Os, Gitden Reader, Readium e Azardi. Siccome \u2013\u00a0come ho ripetuto allo sfinimento dei corsisti all&#8217;ultimo bel laboratorio a Cologno Monzese \u2013 <strong>per fare ebook usiamo specifiche nate per fare tutt&#8217;altro<\/strong>, quello che <em>potremmo<\/em> fare e quello che <em>possiamo<\/em> fare deve passare sotto le forche caudine del supporto.<\/p>\r\n<p>Alcuni grossi limiti oggi di fare ebook sono ad esempio legati al fatto che <strong>tutte le specifiche ebook lavorano pensando <acronym>DOM<\/acronym><\/strong>. <acronym>DOM<\/acronym> \u00e8 il Document Object Model: \u00e8 una cosa buona, a suo modo. Banalizzando possiamo dire che <strong>ogni pagina Web \u00e8 concepita a scatolette<\/strong>. C&#8217;\u00e8 una grossa scatoletta che si chiama <code>body<\/code>, che contiene tante scatolette piccole: titoli, immagini, paragrafi, video, etc. Ogni scatoletta pu\u00f2 contenere a sua volta scatolette pi\u00f9 piccole, ad esempio un paragrafo pu\u00f2 contenere del testo e delle scatolette che contengono titoli di libri, o una scatoletta tabella pu\u00f2 contenere scatolette righe che a loro volta contengono scatolette celle che contengono testo. <strong>Quando si deve parlare con una pagina web si parla con queste scatolette<\/strong>, gli si dice cosa fare o come comportarsi con il loro contenuto. Per chi gli piacciono questo genere di cose \u00e8 anche divertente. A me diverte, se so come farlo.<\/p>\r\n<p><em>Anyway<\/em>. Qui nasce un problema per gli ebook. Ovvero che<strong> gli ebook sono paginati<\/strong>, sono divisi in pagine. Queste pagine non sono reali, sono virtuali, vivono in reflow. Cosa voglio dire che non esistono: voglio dire che \u2013 ad esempio \u2013 non ce ne \u00e8 traccia nella <acronym>DOM<\/acronym>. Il fatto che non esistano nella DOM fa s\u00ec che <strong>tutte le regole che noi diamo alle scatolette, in genere, non possono essere relazionate alle pagine<\/strong>. Possiamo dire che una immagine \u00e8 alta il 50% della scatoletta che la contiene, ma non il 50% della pagina in cui viene visualizzata, perch\u00e9 la pagina non esiste.<\/p>\r\n<p>Non \u00e8 un problema solo di noi noiosi progettisti digitali, ma anche di chi deve adattare le specifiche nate per pagine web, affinch\u00e9 funzionino su documenti <em>paged<\/em>. Si tratta di porsi problemi mai posti prima nella progettazione web:<\/p>\r\n<ul>\r\n\t<li>cosa devo fare se una pagina di un ebook mi finisce proprio a met\u00e0 di una immagine?<\/li>\r\n\t<li>come devo comportarmi se ho paragrafi a due colonne e questi esondano dalla pagina in cui sono e finiscono in quella dopo?<\/li>\r\n\t<li>che faccio se elementi javascript aggiungono scatolette in una pagina e quindi aumenta la foliazione di un capitolo di cui ho gi\u00e0 stabilito il numero di pagine all&#8217;apertura?<\/li>\r\n\t<li>come gestisco i form di inserimento dati in ebook destinati a device che non dovrebbero avere tastiera?<\/li>\r\n\t<li>cosa faccio se ho un&#8217;immagine con testo che la contorna e l&#8217;immagine finisce nella pagina dopo perch\u00e9 \u00e8 troppo grossa, ma il testo che la dovrebbe contornare trova invece spazio nella pagina precedente?<\/li>\r\n\t<li>(continua a lungo)<\/li>\r\n<\/ul>\r\n<p>Non di tratta di problemi dalla facile soluzione e che \u2013 facilmente \u2013\u00a0rischiano di non trovare soluzione o di trovare soluzioni diverse a seconda delle decisioni degli sviluppatori. Il che significa che poi noi, i tipografi digitali, non potremo usare quelle soluzioni perch\u00e9 troppo poco omogenee da device a device. \u00c8 gi\u00e0 successo in passato con i <code>linear=\"no\"<\/code> o con le <code>XML island<\/code>.<\/p>\r\n\r\n<p>C&#8217;\u00e8 da dire che non \u00e8 che nessuno non ci abbia ancora pensato. Faccio un esempio: <strong>quando si parla delle note a pi\u00e8 di pagina in un ebook si dice che non esistono <q>perch\u00e9 non esiste la pagina<\/q><\/strong>. Non esistendo pi\u00f9 in concetto di pagina non esistono nemmeno le note a pi\u00e8 di pagina. <strong>\u00c8 una frase molto bella perch\u00e9 \u00e8 chiara e fa capire subito come il digitale sia diverso dal cartaceo. Per\u00f2 \u00e8 falsa<\/strong>. Non ci sono le note a pi\u00e8 di pagina perch\u00e9 usiamo specifiche fatte per pagine web, dove l\u00ec s\u00ec, non esiste il concetto di foliazione, ma quello di scroll.\r\nNon c&#8217;\u00e8 nessun motivo per il quale un ebook reader non possa gestire le note a pi\u00e8 di pagina in maniera dinamica, reimpaginandole in reflow. Ci sono anche le istruzioni per farlo. \u00c8 il settore dei <code>paged media<\/code><span class=\"footnote\">Vedi anche: <a href=\"http:\/\/www.w3.org\/TR\/css-gcpm-3\/#creating-footnotes\">http:\/\/www.w3.org\/TR\/css-gcpm-3\/#creating-footnotes<\/a>, ma anche <a href=\"http:\/\/www.smashingmagazine.com\/2015\/01\/07\/designing-for-print-with-css\/\">http:\/\/www.smashingmagazine.com\/2015\/01\/07\/designing-for-print-with-css\/<\/a><\/span>, che si occupano proprio di andare a gestire quella strana cosa <em>fisica<\/em> che \u00e8 la pagina e che non ha nessun senso logico di essere l\u00ec se non per il fatto che c&#8217;\u00e8. Ed \u00e8 l\u00ec, e devi tenerne conto.<\/p>\r\n\r\n<p>Per convincervi\u00a0che non sto parlando di fantascienza o di specifiche cos\u00ec recenti\u00a0che se le tocchi ti sporchi le mani di vernice fresca,\u00a0sappiate che alcune cose dei <code>paged media<\/code> gi\u00e0 si usano abitualmente negli ebook, come il <code>@page<\/code> per la gestione dei margini, o i vari <code>page-break-inside, after, before<\/code>. <\/p>\r\n\r\n<p>Ps: e se pensate che prima della annotazione qui sopra che inizia con <q>Vedi anche: <\/q>\u00a0manchi uno spazio, <a href=\"http:\/\/www.quintadicopertina.com\/fabriziovenerandi\/fbrzvnrnd\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Schermata-2015-06-03-alle-10.21.15.png\">guardate<\/a> cosa succede se stampo questa pagina con <a href=\"http:\/\/www.princexml.com\">Prince<\/a> (quel Prince, non  <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?feature=player_detailpage&#038;v=6SFNW5F8K9Y#t=205\" target=\"_blank\">questo<\/a>).<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Cliccare sull&#8217;immagine per vedere il dettaglio Ultimamente sulla mia scrivania transitano due file che si chiamano labo_2_ePub3 e labo_1_ePub3. 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