{"id":264,"date":"2015-06-08T11:21:46","date_gmt":"2015-06-08T09:21:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.quintadicopertina.com\/fabriziovenerandi\/?p=264"},"modified":"2015-06-08T11:22:15","modified_gmt":"2015-06-08T09:22:15","slug":"264","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.quintadicopertina.com\/fabriziovenerandi\/?p=264","title":{"rendered":"pensare gli ebook ascoltando generative music"},"content":{"rendered":"<a href=\"http:\/\/www.quintadicopertina.com\/fabriziovenerandi\/fbrzvnrnd\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Schermata-2015-06-08-alle-11.09.29.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-266 size-full\" src=\"http:\/\/www.quintadicopertina.com\/fabriziovenerandi\/fbrzvnrnd\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Schermata-2015-06-08-alle-11.09.29.png\" alt=\"Schermata 2015-06-08 alle 11.09.29\" width=\"473\" height=\"353\" srcset=\"https:\/\/www.quintadicopertina.com\/fabriziovenerandi\/fbrzvnrnd\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Schermata-2015-06-08-alle-11.09.29.png 473w, https:\/\/www.quintadicopertina.com\/fabriziovenerandi\/fbrzvnrnd\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Schermata-2015-06-08-alle-11.09.29-300x223.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 473px) 100vw, 473px\" \/><\/a>\r\n\r\nQualche tempo fa su facebook era nata l&#8217;ennesima discussione sulla natura degli ebook:<strong> sono solo libri di carta o devono\/possono essere qualcosa di diverso<\/strong>? Tra le tesi proposte dalle controparti c&#8217;era quella della musica: <strong>la digitalizzazione della musica non ha cambiato il modo con cui noi oggi ascoltiamo la nona di Beethoven<\/strong>, <em>ergo<\/em> anche l&#8217;ebook non cambier\u00e0 il modo con cui si legge un libro.\r\nNon entro questa volta nel merito della discussione, ma la prendo come spunto per indicare tre piccoli esempi di un aspetto interessante della musica digitale, ovvero quella della <cite>generative music<\/cite>.\r\nPer <cite>generative music<\/cite> si intende la <strong>creazione di opere musicali la cui esecuzione, in un certo senso, avviene nel momento dell&#8217;ascolto<\/strong>. Non scrivo le note che devono essere eseguite, ma <em>programmo<\/em> un computer affinch\u00e9 esegua una certa partitura seguendo determinate regole, in modo che l&#8217;esecuzione naturalmente cambi nel corso del tempo.\r\nIn <cite>Tender Metal<\/cite> di Gwilym Gold, abbiamo un onesto lavoro di pop-ambient elettronico in cui ogni riproduzione si differenzia leggermente dalla precedente: <strong>cambiano gli arrangiamenti, la lunghezza dei brani<\/strong> (in alcuni casi costruendo loop infiniti, letteralmente, si \u00e8 costretti a spegnere, come la 1-bit symphony),<strong> talvolta addirittura la struttura con incisi, cantati e cori che appaiono inaspettatamente e non tornano pi\u00f9 negli ascolti successivi<\/strong>. Un lavoro incredibilmente avanti con i tempi, dato il genere.\r\nAltra interpretazione \u00e8 l&#8217;applicazione per Android <cite>Color Sounds<\/cite> dove <strong>viene attivata la telecamera dello smartphone e intercettati i colori primari per una generazione continua di pattern sonori<\/strong> derivati dai colori inquadrati. Camminando o ponendo lo smartphone in modo che inquadri elementi in movimento, il suono generato varier\u00e0 per timbriche e volume, mentre si perder\u00e0 in loop infiniti quando andr\u00e0 a fissare elementi statici.\r\nDiverso il gioco del mixer di <cite>Mixtikl<\/cite>. In questo caso il programma si presenta come un normale mixer digitale di pattern pregenerati. Soltanto che <strong>i pattern non sono file audio, ma codici di generative music che possono essere mixxati per creare ambienti sonori in continua mutazione<\/strong>. Mi \u00e8 capitato di inserire una semplice batteria e un pianoforte che ripetevano un pattern sempre uguale che &#8211; dopo un po&#8217; &#8211; non era pi\u00f9 cos\u00ec tanto uguale. La batteria variava qua e l\u00e0 la percussione e il pianoforte aggiungeva note e variava il tempo di esecuzione.\r\n\r\nCosa c&#8217;entra tutto questo con gli ebook? C&#8217;entra se consideriamo quello che sta avvenendo nel digitale come un movimento complessivo. <strong>Da una parte resta senz&#8217;altro una tensione di conservazione del precedente<\/strong>, non solo per finalit\u00e0 documentali, ma anche di fruizione immediata. <strong>D&#8217;altra parte<\/strong>, in maniera sempre pi\u00f9 progressiva, <strong>si stanno creando le basi di quella che \u00e8 la fruizione di contenuti artistici e letterari<\/strong> che sono schiettamente- fatemi usare questo termine desueto &#8211; <mark>informatici<\/mark>, ovvero <strong>basati sulla natura calcolatrice e generatrice del computer<\/strong>. Sperimentazioni? Dipende: se la <cite>generative music<\/cite> vi sembra una curiosit\u00e0 flokloristica \u00e8 perch\u00e9 forse la state valutando\u00a0con i canoni tradizionali. Fate una prova: <strong>aprire un videogioco<\/strong>. Ascoltate i suoni d&#8217;ambiente, i rumori e le musiche che emergono e scompaiono durante le sessioni di gioco. C&#8217;\u00e8 una buona probabilit\u00e0 che stiate ascoltando una applicazione pratica e quotidiana di <cite>generative music<\/cite>.","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Qualche tempo fa su facebook era nata l&#8217;ennesima discussione sulla natura degli ebook: sono solo libri di carta o devono\/possono essere qualcosa di diverso? 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