{"id":2839,"date":"2026-04-03T08:15:41","date_gmt":"2026-04-03T06:15:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quintadicopertina.com\/fabriziovenerandi\/?p=2839"},"modified":"2026-04-03T08:56:07","modified_gmt":"2026-04-03T06:56:07","slug":"lasciate-che-i-ragazzi-vengano-al-cellulare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.quintadicopertina.com\/fabriziovenerandi\/?p=2839","title":{"rendered":"Lasciate che i ragazzi vengano al cellulare"},"content":{"rendered":"<p>Sono contro le decisioni restrittive all&#8217;uso dei cellulari per i ragazzi, specie a scuola, per diversi motivi. Faccio una premessa maggiore: io credo che i cellulari siano elementi distrattivi e che &#8211; al di sotto di un certo livello di maturit\u00e0 &#8211; vadano supervisionati da persone consapevoli con attenzione. Non \u00e8 immediato essere nel mondo reale e nel mondo virtuale nello stesso tempo, ci vuole del tempo per capire come la forma interpretativa di quello che siamo nel virtuale siamo comunque noi, anzi, una parte della nostra esistenza che spesso non ha modo di rivelarsi nel mondo reale. Il mondo reale, in ultima sostanza, non \u00e8 pi\u00f9 reale di quello virtuale, ma \u00e8 un ambiente in cui alcune nostre caratteristiche umane, culturali, sociali, e anche alcune nostre competenze, hanno modo di esprimersi e essere messe in gioco e altre no. Nel mondo virtuale accade la stessa cosa. Il Venerandi che leggete su facebook non \u00e8 uguale a quello con cui potreste parlare per strada, \u00e8 un suo completamento &#8211; e viceversa. <\/p>\n<p>E in questo, beninteso, non c&#8217;\u00e8 nessuna novit\u00e0. Chiunque abbia prodotto immagini della propria persona anche prima del digitale lo sa. In quello che da millenni abbiamo prodotto nella fiction, nell&#8217;arte, nella musica: il &#8220;virtuale&#8221; dell&#8217;invenzione e della comunicazione \u00e8 sempre stato qualcosa altro da noi e nello stesso tempo intimamente nostro. Il digitale banalmente ha permesso l&#8217;emersione massiva di questa nostra forma liquida che \u00e8 parte di noi.<\/p>\n<p>Vietare i cellulari basandosi sull&#8217;et\u00e0 \u00e8 una scelta disturbante su diversi livelli. Il primo \u00e8 che si d\u00e0 come presupposto che un ragazzo non sappia gestire questo mondo virtuale quanto un adulto. Basta fare un giro su Facebook per rendersi conto che &#8211; no &#8211; non \u00e8 un discorso meramente anagrafico. Per questo parlo di supervisione di una persona matura o consapevole. Molti dei genitori dei ragazzi li vedete in rete che lanciano shitstorm sui social, che mandano a pezzi il loro rapporto di coppia con Whatsapp, che ingrassano fake news e condividono spazzatura tossica. Il grosso delle oscenit\u00e0 e degli orrori del virtuale non viene certo dai ragazzini, anzi, viene dal mondo adulto. Molti dei miei studenti non hanno dipendenza da cellulare, sanno quando usarlo e quando no, sanno sfruttarlo per le attivit\u00e0 didattiche che gli propongo. La maggior parte. Tutelare la minoranza che invece ha dipendenze da notifiche punendo chi oggi ha trovato un rapporto maturo con questi dispositivi \u00e8 un&#8217;azione grossolana e controproducente.<\/p>\n<p>Il secondo aspetto che mi infastidisce \u00e8 la vigliaccheria di questa azione. C&#8217;\u00e8 un problema della rete, lo dicono tutti. Lo diciamo noi che siamo in rete dagli anni ottanta. Questa rete (e questa informatica) \u00e8 sempre pi\u00f9 lontana da quella che immaginavamo negli anni ottanta. I dispositivi per le masse per accedere alla rete sono sempre pi\u00f9 invasivi, volgari, nascono per creare dipendenza, sono progettati per divorare la privacy delle persone. Informaticamente sono osceni: tolgono il controllo del loro core ai proprietari trasferendolo ai produttori che restano di fatto i reali padroni del ferro. Obsolescenze programmate, hardware e software che impoveriscono l&#8217;esperienza informatica *di design* per aumentare la dipendenza e la perenne clientizzazione dei propri utenti. <\/p>\n<p>Le interfacce di utilizzo di questi dispositivi hanno trasformato l&#8217;esperienza creativa dell&#8217;informatica in una declinazione digitale del vecchio sul divano alla sera con il telecomando che gira, clicca, scrolla, mentre il tempo gli passa addosso come gli ads e gli abbonamenti online. E questo meccanismo \u00e8 qua, sui Facebook, su X, su Instagram e a cascata sui social pi\u00f9 o meno interessanti, nelle dinamiche tossiche dei giochi online e nella loro competizione gonfiata. Lo scrivevo gi\u00e0 anni fa, abbiamo internet che ci d\u00e0 la possibilit\u00e0 di avere conoscenze illimitate e passiamo il novanta per cento del nostro tempo su due o tre piattaforme, sempre le stesse, a cercare l&#8217;appagamento dei like, il cibo-scimmia del bioparco.<\/p>\n<p>La vigliaccheria, e torno sul pezzo, \u00e8 avere un numero ridotto di multinazionali che stanno monopolizzando la nostra parte virtuale, quella di cui parlavo prima, che \u00e8 una cosa nobile e naturale, e la stanno abbruttendo in maniera sistematica facendo leva &#8211; peraltro &#8211; su una serie di cose che sono meravigliose. La tecnologia \u00e8 meravigliosa. Il fatto che io sia qua a scrivere su uno schermo a inchiostro elettronico mentre una pompa di calore riscalda l&#8217;ambiente e il mio portatile sta backuppando due tera di dati online via ssh, \u00e8 meraviglioso. Sapere che tra poco copincoller\u00f2 questa cosa e che verr\u00e0 letta da qualche decina di persone \u00e8 meraviglioso. Non pensatemi come a un luddista o &#8211; peggio &#8211; a un nostalgico degli anni ottanta. Niente di tutto questo. Ma la tecnologia non deve abbagliarci, non possiamo fare tutto per lei. Specie quando mescola nel suo impasto i veleni di cui parlavo sopra.<\/p>\n<p>La vigliaccheria \u00e8 quindi punire i ragazzi perch\u00e9 la struttura informatica progettata dagli adulti \u00e8 oscena. La vigliaccheria \u00e8 sapere che questi social utilizzano meccanismi di dipendenza che fomentano cattive abitudini, ma non fare nulla per cambiarle perch\u00e9 incapaci di organizzare alternative etiche all&#8217;interno di un vorticoso sistema tecno-capitalista. Un vorticoso sistema tecno-capitalista che &#8211; ripeto &#8211; \u00e8 meraviglioso. E questo \u00e8 parte del problema. <\/p>\n<p>Il terzo aspetto \u00e8 pensare che ci sia un bisogno di un ritorno alla vecchia scuola, alla scrittura a mano, ai rimedi naturali e a tutte le altre sciocchezze di fuffa pedagogica che vengono di volta in volta tirate fuori dai maestri instagram a cui sfugge tutto quello che ho scritto prima. Non c&#8217;\u00e8 niente di naturale nella scrittura a mano. Non c&#8217;\u00e8 niente di naturale nella scrittura, figuriamoci in quella aberrazione che \u00e8 la scrittura a mano. La scrittura \u00e8 una tecnologia, quanto quella digitale. I metodi naturali non sono naturali, sono una tecnologia umana applicata al mondo della natura. Non c&#8217;\u00e8 niente di &#8216;naturale&#8217; nell&#8217;aceto, figurati nel corsivo. La natura che ci circonda poi \u00e8 il risultato di una selezione millenaria dell&#8217;uomo, dal neolitico in poi. Abbiamo lavorato sul dna delle cose quando ancora non sapevamo cosa fosse. <\/p>\n<p>Non ho niente contro il corsivo, non lo uso da decenni, ma penso possa essere un bell&#8217;esercizio. Ho studiato per qualche anno la scrittura con i pennini e i metodi calligrafici. \u00c8 stato bello. Ma questo non mi ha formato come persona pi\u00f9 di quanto abbia fatto programmare in prolog, suonare il basso, usare una carriola a motore, stampare in 3D, montare una tenda scout, usare una fresa o scrivere poesie in realt\u00e0 virtuale con un visore.<\/p>\n<p>L&#8217;ultima cosa \u00e8 l&#8217;idea &#8211; facile &#8211; di risolvere un problema che \u00e8 intimamente educativo, allontanandolo dalla scuola. C&#8217;\u00e8 un problema di uso maturo dei dispositivi digitali e *quindi* la scuola li ritira all&#8217;ingresso. C&#8217;\u00e8 un problema di educazione al digitale e *quindi* lo stato vieta a chiunque sia sotto a una certa et\u00e0 l&#8217;uso del digitale, a prescindere da ogni altro aspetto sociale e culturale. Sono provvedimenti fallimentari che hanno alle spalle due grossi motivatori: sono fortemente populisti perch\u00e9 intimamente punitivi e consolatori; sono &#8211; soprattutto (e come al solito) &#8211; a costo zero. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono contro le decisioni restrittive all&#8217;uso dei cellulari per i ragazzi, specie a scuola, per diversi motivi. Faccio una premessa maggiore: io credo che i cellulari siano elementi distrattivi e che &#8211; al di sotto di un certo livello di maturit\u00e0 &#8211; vadano supervisionati da persone consapevoli con attenzione. 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