{"id":470,"date":"2016-02-22T09:15:00","date_gmt":"2016-02-22T08:15:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.quintadicopertina.com\/fabriziovenerandi\/?p=470"},"modified":"2016-02-23T09:01:56","modified_gmt":"2016-02-23T08:01:56","slug":"la-buona-scrittura-digitale-con-epubeditor-spiegata-a-un-docente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.quintadicopertina.com\/fabriziovenerandi\/?p=470","title":{"rendered":"La buona scrittura digitale (con ePubEditor) spiegata a un docente"},"content":{"rendered":"<p>Come si scrive <em>bene<\/em> in digitale? Quali sono le pratiche corrette di creazione di un ebook che raccoglie i nostri testi, soprattutto se pensiamo che questi contenuti cresceranno nel tempo, arricchendosi anche delle esperienze avute in classe? E &#8211; infine &#8211; come fare tutto questo con una piattaforma dedicata come ePubEditor?<\/p>\r\n      <h2>Pensiamo al significato, non al grassetto<\/h2>\r\n      <p>Quando aprirai ePubEditor e inizierai a scrivere i tuoi\r\ncontenuti, vedrai un tool di pulsantini, simile a questo:<\/p>\r\n\r\n<figure id=\"attachment_471\" aria-describedby=\"caption-attachment-471\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.quintadicopertina.com\/fabriziovenerandi\/fbrzvnrnd\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/Schermata_2015-09-15_alle_10.45.01.png\" alt=\"Il tool strumenti di ePubEditor\" width=\"710\" height=\"118\" class=\"size-full wp-image-471\" srcset=\"https:\/\/www.quintadicopertina.com\/fabriziovenerandi\/fbrzvnrnd\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/Schermata_2015-09-15_alle_10.45.01.png 710w, https:\/\/www.quintadicopertina.com\/fabriziovenerandi\/fbrzvnrnd\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/Schermata_2015-09-15_alle_10.45.01-300x49.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 710px) 100vw, 710px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-471\" class=\"wp-caption-text\">Il tool strumenti di ePubEditor<\/figcaption><\/figure>\r\n\r\n<p>Questi pulsantini, abbastanza simili a quelli che puoi aver\r\nvisto in altri programmi per scrivere, servono per tante cose. La\r\nprima cosa, quella pi&#249; evidente, &#232; che <strong>servono\r\nper dare formattazione grafica alle cose che stai\r\nscrivendo<\/strong> o che hai gi&#224; scritto. Questa prima cosa,\r\nche &#232; la pi&#249; evidente, &#232; anche sbagliata.<\/p>\r\n<h2>La semantica<\/h2>\r\n<p>Facciamo un passo indietro. Quando apriamo un libro a inizio di\r\nun capitolo, pu&#242; succedere che ci sia una frase scritta\r\npi&#249; grossa delle altre, magari in grassetto, messa al centro e\r\ncon dello spazio dopo. Noi, esseri umani, anche senza leggere\r\nquella frase, possiamo capire che &#232; probabilmente un titolo.\r\nNel testo possiamo poi trovare una frase in corsivo: anche senza\r\nleggerla possiamo intuire che sia una parola enfatizzata\r\nperch&#233; straniera, o un modo di dire, o una parola a cui si\r\nvuole dare una certa enfasi. O un titolo di un libro. Cos&#236; se\r\ntroviamo un blocco di testo separato dal resto, in corsivo,\r\npossiamo pensare che si tratti di una citazione lunga. Il contesto\r\npoi ci dir&#224; se queste nostre <em>intuizioni grafiche<\/em> sono\r\ncorrette.<\/p>\r\n<p>Perch&#233; sappiamo queste cose? <strong>Perch&#233; fin da\r\npiccoli ci &#232; stato insegnato a riconoscere queste\r\nformalizzazioni grafiche e dargli un significato\r\nsemantico<\/strong>. Vediamo una frase in grassetto e sappiamo che\r\ncontiene delle informazioni che l&#8217;autore vuole mettere in rilievo.\r\nVediamo un corsivo e sappiamo che la frase potr&#224; avere un\r\ncerto tipo di significato. E cos&#236; via.<\/p>\r\n<p>Perch&#233; siamo costretti a usare questi artifici grafici?\r\nPerch&#233; <strong>la carta non pu&#242; contenere altre\r\ninformazioni oltre a quelle che si vedono fisicamente sul\r\nfoglio<\/strong>. Non possiamo dire al foglio che una frase &#232;\r\nun titolo di un capitolo, se non dandogli un aspetto grafico che &#8211;\r\nper consuetudine &#8211; il lettore (non il libro) interpreter&#224; come\r\ntitolo.<\/p>\r\n<p>Siamo al punto cruciale di tutta la semantica: <strong>il\r\ncomputer invece pu&#242; contenere altre informazioni oltre a\r\nquelle che il lettore vede<\/strong>. Possiamo dire al computer che\r\nuna certa frase &#232; un titolo di un capitolo, senza essere\r\ncostretti a usare questa o quella grafica. Questo non significa che\r\nla grafica sparisce, ma che il percorso &#232; opposto a quello che\r\nsi utilizza nella formattazione di un normale libro.<\/p>\r\n<p>Vogliamo che in un libro una frase sia interpretata dal lettore\r\ncome titolo? La mettiamo centrata, in grassetto, con un po&#8217; di\r\nspazio dopo. Vogliamo fare la stessa cosa con un testo digitale?\r\n<strong>Diciamo al computer che quella frase &#232; un\r\ntitolo<\/strong>: il computer si prender&#224; cura di dargli\r\n<em>anche<\/em> l&#8217;aspetto grafico di un titolo. Ma potr&#224; usare\r\nl&#8217;informazione che gli abbiamo dato per fare anche altre cose. Ad\r\nesempio: il sommario. Pi&#249; informazioni diamo al computer sul\r\nsignificato delle cose che stiamo facendo, pi&#249; cose il\r\ncomputer (e quindi noi) potremmo fare con quelle informazioni.<\/p>\r\n<h2>Come usare la semantica<\/h2>\r\n<p>In che modo possiamo usare la semantica al posto della grafica?\r\n&#200; difficile?<\/p>\r\n<p>Per fortuna no, anzi, &#232; pi&#249; semplice e porta a fare\r\nmeno errori. Prendiamo l&#8217;esempio del titolo. Come posso dire al\r\ncomputer che una frase &#232; un titolo di una sezione del mio\r\nlavoro? Poniamo che il mio titolo sia <em>Il medioevo visto dai\r\nmercanti<\/em>. Come posso farlo diventare un titolo di un capitolo\r\ndel mio testo digitale?<\/p>\r\n<p>Sar&#224; sufficiente scriverlo, selezionarlo e poi, dai\r\npulsantini in cima alla finestra di scrittura, selezionare\r\n<strong>paragrafo<\/strong>. Appariranno diversi tipi di paragrafo\r\nselezionabili, tra cui le intestazioni.<\/p>\r\n\r\n<figure id=\"attachment_472\" aria-describedby=\"caption-attachment-472\" style=\"width: 254px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.quintadicopertina.com\/fabriziovenerandi\/fbrzvnrnd\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/Schermata_2015-09-15_alle_11.44.03.png\" alt=\"Gli stili per il paragrafo\" width=\"254\" height=\"347\" class=\"size-full wp-image-472\" srcset=\"https:\/\/www.quintadicopertina.com\/fabriziovenerandi\/fbrzvnrnd\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/Schermata_2015-09-15_alle_11.44.03.png 254w, https:\/\/www.quintadicopertina.com\/fabriziovenerandi\/fbrzvnrnd\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/Schermata_2015-09-15_alle_11.44.03-219x300.png 219w\" sizes=\"auto, (max-width: 254px) 100vw, 254px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-472\" class=\"wp-caption-text\">Gli stili per il paragrafo<\/figcaption><\/figure>\r\n\r\n<p>Selezionando <em>Intestazione 1<\/em> il nostro <em>Il medioevo\r\nvisto dai mercanti<\/em> cambier&#224; aspetto sotto ai nostri\r\nocchi: diventer&#224; qualcosa che riconosceremo immediatamente\r\ncome titolo.<\/p>\r\n<p>E se, nel corso del nostro capitolo, avessimo bisogno di un\r\nsottocapitolo? Utilizzeremo <em>Intestazione 2<\/em>.<\/p>\r\n<p>E se nel corso del nostro sottocapitolo avessimo un sotto-sotto\r\ncapitolo? Utilizzeremo <em>Intestazione 3<\/em>. E cos&#236; via\r\nfino a ben sei livelli di gerarchia di titoli.<\/p>\r\n<p>Utilizzando i pulsanti corretti di stile otteniamo diversi\r\nvantaggi, alcuni forse poco visibili:<\/p>\r\n<ul>\r\n<li>non potremo fare errori di incoerenza grafica tra capitoli\r\ndiversi. Dicendo al computer quali sono i capitoli e sottocapitoli\r\ndel nostro lavoro, sar&#224; lui a gestire la formattazione in\r\ntutto il nostro documento;<\/li>\r\n<li>il nostro lavoro sar&#224; <em>accessibile<\/em> anche a persone\r\nche utilizzino <em>screen reader<\/em> o altre tecnologie di\r\nsostegno alla lettura;<\/li>\r\n<li>forniamo al computer informazioni <em>invisibili<\/em>,\r\ninformazioni che il computer o i lettori potrebbero poi usare per\r\nfare altre cose.<\/li>\r\n<\/ul>\r\n<p>La semantica &#232; un aspetto meno evidente rispetto ad altre\r\ncaratteristiche digitali pi&#249; d&#8217;impatto, come ad esempio quelle\r\nmultimediali, ma il suo funzionamento &#232; uno dei cardini per la\r\ncostruzione di testi complessi. Nel prossimi post vedremo come gestire altri aspetti della semantica, come quello delle note a pi\u00e9 di pagina, e quello dei microdata.<\/p>\r\n      <p><em>[continua 1\/3]<\/em><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Come si scrive bene in digitale? Quali sono le pratiche corrette di creazione di un ebook che raccoglie i nostri testi, soprattutto se pensiamo che questi contenuti cresceranno nel tempo, arricchendosi anche delle esperienze avute in classe? E &#8211; infine &#8211; come fare tutto questo con una piattaforma dedicata come ePubEditor? 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