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“Coding”: elementare, Watson!

Perché diamine si dovrebbe insegnare informatica, o addirittura programmazione, nelle scuole elementari?

Copertina del quaderno per 4a e 5a

È una bella domanda. Vi dirò che sulle prime, quando Andrea Ferraresso mi propose di partecipare a questo ambizioso progetto, non ero del tutto convinto.

Avendo visto insegnare ‘informatica’ facendo imparare le voci dei menu di Word, studiare a memoria il layout di una tastiera o recitare a pappagallo la teoria di dettagli tecnici incomprensibili, sono rimasto marchiato a fuoco da simili traumi.

Poi però Andrea mi spiegò pazientemente (come si spiega a un bimbo delle elementari) che la sua idea era un pochino diversa:

  • Imparare a programmare creando e giocando (“ludendo docere”, lo si diceva già una ventina di secoli fa).
  • Usare Scratch, uno strumento open source del MIT col quale si costruiscono programmi e animazioni montando blocchi colorati, cui si possono aggiungere i propri disegni e suoni.
  • Perché la programmazione (“coding”)? Non tanto o non solo per chi vorrà magari farne una professione in futuro, ma per essere utilizzatori attivi e non utenti passivi di computer e affini.
  • E soprattutto per il meccanismo di feedback; non si tratta di una verità scritta su un libro o pronunciata da un docente: o il tuo programma fa ciò che vuoi, oppure no. Vedi l’effetto delle tue azioni, provi, capisci come correggere per ottenere il risultato desiderato. Sviluppi le capacità logiche, di cui in questo periodo pare esserci grande carenza.
  • Nessun’altra disciplina scolastica offre uno strumento così imparziale, efficace… e divertente!

Ogni residuo dubbio evaporò quando ebbi occasione di partecipare a un evento del CoderDojo dove si utilizzava il medesimo strumento (Scratch). Vedere una quindicina di bambini tra i 7 e i 12 anni in perfetto silenzio, concentrati per far nuotare il loro pesciolino o ruotare la loro astronave al punto da dimenticare che è l’ora di merenda, è una scena che difficilmente si dimentica.
(non temete, la merenda l’hanno poi divorata fino all’ultima briciola)

Per farla breve, alla fine ho partecipato al team che ha realizzato questi quaderni pubblicati da De Agostini Scuola e, per rispettare un’antica tradizione, sono riuscito a infilarci dentro anche un paio di avventure grafiche in pochi clic :-)

19. aprile 2015 by Erix
Categories: Didattica, Software | 5 comments

Comments (5)

  1. Bambini troppo intelligenti in futuro , ma meglio così

    • Dubito che l’informatica aumenti l’intelligenza; al massimo potrebbe far aumentare il valore misurato dai test del QI, che con l’intelligenza ha ben poco a che fare :-)
      Ma sarei contento se aiutasse un pochino a far crescere razionalità e creatività.
      (sarei ancora più contento se si trovasse modo di insegnare l’etica, ma pare sia molto più difficile)

  2. Sul tema mi ha molto colpito la cura nel progetto Kano … peccato per il prezzo, se no a livello di curiosità mi sarei levato lo sfizio e l’avrei preso…

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