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Pagina con il codice di una poesia elettronica

Negli anni ottanta le riviste di computer trasmettevano il software nella maniera più “hardware” possibile: stampandolo. Chi comperava la rivista trovava al suo interno dei lunghi “listati”, codice che il lettore poteva mettersi lì e copiare sul proprio computer per poterlo poi eseguire.

Così quando Arnaldo Pontis mi ha chiesto materiali di letteratura elettronica per il nuovo numero della rivista di cultura poetica erbafoglio ho naturalmente pensato a questa idea un po’ sovversiva: non pubblicare una descrizione o delle foto di una poesia elettronica, ma il codice software con cui è scritta.

Coraggiosamente erbafoglio ha pubblicato tutto il codice di “Della terra, del corpo, del niente e delle sue parti”, una mia poesia che muta a seconda del rumore ambientale, stampando sia la parte marcata in XHTML, sia il CSS, sia le istruzioni javascript che controllano il microfono.

Il lettore che volesse ricopiare tutto il codice sul proprio computer si ritroverebbe poi una poesia elettronica interattiva.

Nella bella prefazione, con estrema generosità, Arnaldo ha inserito anche un qr-code che rimanda a una installazione funzionante della poesia stessa.

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immagine da Beans

A proposito di letteratura elettronica, segnalo una nuova visual novel nata durante i lavori dell’ultimo laboratorio di letteratronica. Questa volta una riflessione sul prodotto, all’interno del prodotto stesso: una scatola di fagioli. È Beans di Mattia Leo, scaricabile gratuitamente su argonline. Buona esplorazione.

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È online una recensione del mio manuale di letteratura elettronica di cui condivido sia gli aspetti positivi rilevati sia le critiche.
È vero che il manuale non nasce per un utilizzo accademico ma è invece rivolto a un pubblico di lettori e soprattutto scrittori che vogliano scoprire la nuova letteratura dei videogame. Ma credo che uno degli aspetti originali del testo sia anche in questo: non è un saggio sulla letteratura elettronica, quanto un manuale, un ricettario per iniziare a mettere le mani nell’impasto di questa nuova forma di letteratura.
Grazie a Giuseppe Arena per aver dedicato attenzione al mio testo.

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