L’amore è uno standard (preview)

Tab XC con Sigil aperto

C’è un canzoniere di poesie d’amore a cui stavo dietro da molto tempo, poco più di un ventennio. Il titolo nel corso degli anni è cambiato spesso, l’ultimo – diciamo definitivo – è L’amore è uno standard.

È una silloge che contiene molte poesie, più di un centinaio, divise per sezioni che sono più temporali che tematiche. Due o tre versioni di questa raccolta le avevo, nel corso dei decenni, inviate ad alcune persone per vedere se poteva interessare una loro pubblicazione. Non c’era mai stato grande interesse e non avevo nemmeno io grande interesse a cercare di pubblicarle davvero.

Lo stile è molto pop – almeno il pop che ho in testa io. Sono poesie in prosa, anche se in realtà poi dentro c’è un po’ di tutto, molti elemente retorici classici e altri che fanno un po’ parte del mio modo di scrivere.

La faccio breve: la ritengo una cosa chiusa. Un periodo di scrittura in cui tutto quello che potevo dire l’ho detto, con un entusiasmo e una devozione che oggi non ho più. Le cose che faccio oggi in versi sono davvero distanti e – detta brutalmente – non trarrei nessun beneficio a vedere questa raccolta pubblicata. Sarebbe più la fatica, le grane e le incomprensioni che il resto. Figurati la critica. Rispetto a quello che faccio oggi questa raccolta è “normale”, piana, “tradizionale”.

L’anno scorso avevo deciso di metterla online sul mio sito come ebook. Avevo iniziato a convertire tutto in HTML usando solo l’ebook reader per lavorarci. Poi mi ero fermato, quasi alla fine, per la noia di costruire l’ePub. Mi ci sono rimesso ora, sono riuscito a installare Sigil sul mio ebook reader e sto provando la cosa strana di creare un pacchetto ePub con un device e-ink. Alla faccia dei morti di sonno di IDPF. Che la terra gli sia stata lieve, cani.

Nei prossimi giorni proseguirò nei ritagli di tempo a creare il pacchetto, mettere una cover, metadati, CSS e rileggere il tutto per limitare al minimo i refusi. E poi mi toglierò dai denti anche questo canzoniere che per tanto tempo mi sono portato dietro quando lo leggevo nei poetry slam o nei reading.

Dentro, chi avrà voglia di sfogliarlo, ci troverà l’amore vero, quello standard, il dolore del tempo che passa, la passione cieca e gli incubi del mutuo, della gente, del proprio corpo che si fa carogna. Fuori dal sottobosco editoriale della poesia contemporanea e fuori dal radar della critica.

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