Del test di Turing: qualche tempo fa, in tempi non sospetti (2000), avevo creato 280 poesie con un software svedese che ricombinava in maniera random delle mie poesie adolescenziali anni ottanta e poi le postava su usenet con un buon riscontro di lettori. Si chiama poet@_elettrico, e quando avevo rivelato che le poesie erano prodotti del tutto algoritmici i lettori l’avevano presa male. Non erano stupidi gli umani a non aver riconosciuto il prodotto, è che non esiste uno standard di scrittura umana. Tanto il prodotto che rompe le regole quanto quello manierista, sono prodotti verisimili. Non è vedendolo scrivere che riconosci uno scrittore, peraltro.

Il pdf con la raccolta di 12 delle sue poesie faceva parte del progetto, “la sporca dozzina”, puoi scaricarlo nel link qua sotto:

poet@_elettrico

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