Coopertina libro Genna e scatola Back Stories

Ultime cose lette: Assalto a un tempo devastato e vile di Genna, l’ho iniziato perché l’ho trovato per caso mentre inscatolavo libri. Non so da dove venga. Testo interessante, quello che oggi definirei un testo di postletteratura, dove saltano i generi e le forme. Scritto nel 2001 è un impasto di scritti, non coesi ma nello stesso tempo dotati di una certa omogenità. Una raccolta di pezzi non strutturata, ma legata da una serie di temi e immagini che ritornano nel libro restituendo alla fine una narrazione unitaria anche se non riesce – o almeno con me ha fallito – nell’avere alla fine una forza come opera a se stante. Tra i pregi la scrittura di Genna che spesso è potente, tra i difetti il tono a tratti sacerdotale dell’autore che – in alcuni pezzi – diventa insostenibile.

Una torcia accesa, e poi spenta, sulla società, l’uomo, la religione, gli affetti, il tempo che passa, l’abominio dell’esistenza.

Back Stories – Sola tra i ghiacci – di Messaud e Perone, dono di primogenito. Interessante meccanismo di gioco narrativo-fumettistico. Una sorta di librogame a carte, dove ogni carta rappresenta però un diverso “tassello” ludico-narrativo: le carte sono numerate, come le pagine di un librogame, ma non sono tutte uguali: alcune sono descrittive della storia, altre rappresentano luoghi con cui interagire, altre le possibili interazioni, altre ancora degli oggetti, degli stati del proprio personaggio, delle missioni.

La parte enigmistica non è male, anche se sbilanciata principalmente nella secondo parte e non sempre in maniera omogenea. La grafica efficace. La cosa che funziona meno è la storia: bidimensionale, piatta, con personaggi con una caratterizzazione essenziale e narrativamente poco coinvolgente. Funzionale al gaming ma priva di romance. Da questo punto di vista un’occasione mancata.

La cosa più intrigante è la modalità di lettura di una storia attraverso carte che prendi, scarti da un mazzo e posi su un tavolo. Soprattutto quella delle carte interattive, che sono bucate e attraverso finestrelle con le altre carte rivelano quindi porzioni specifiche di testo. È affascinante vedere le dinamiche che si progettano per fare quello che con un computer sarebbe molto semplice programmare, ma che mostrano come l’interazione, la lettura non lineare, la manipolazione, esistano a monte dello strumento utilizzato e risultino – anzi – potenziate dal loro uso fuori contesto abituale.

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