Questa settimana sono usciti, contemporaneamente, due numeri sei piuttosto importanti per chi ama il mondo dei fumetti: il sesto numero di Alterlinus e il sesto di La fine del mondo.
Importanti per motivi diversi: il numero cinque di Alterlinus risaliva al Novembre 2024. La rivista/almanacco di Coconino aveva avuto difficoltà a proseguire nelle sue uscite (in origine trimestrali) e molti, tra cui il sottoscritto, la avevano data per morta. Il numero sei è quindi una vera e propria rinascita del progetto di Igort.
Il numero sei di La fine del mondo è invece importante perché chiude la prima parte della scommessa de il manifesto. Gli abbonamenti semestrali dopo il numero 0 hanno sostenuto questa prima fase della rivista mensile. Il numero sei è un giro di boa importante per la seconda parte dell’anno e per capire se la rivista ha consistenza e seguito.
Personalmente, l’ho già scritto in passato, queste due riviste sono per me un sogno realizzato. Dopo essermi lamentato per decenni per la morte delle riviste contenitore di fumetti degli anni ottanta e novanta, reputo sia Alterlinus che La fine del mondo un prezioso canale esplorativo della narrativa a fumetti contemporanea. E penso che sia importante che queste cose siano su carta e non in qualche flusso continuo in rete, per dare spazio alla rilettura e rilettura e rilettura ancora.
Diverse tra di loro: Alterlinus predilige il formato almanacco, ampia foliazione con carta di ottima grammatura e rilegatura filo; La fine del mondo è più accessibile, anche come prezzo, con uscite più frequenti, carta molto leggera e stampa più economica. Su Alterlinus poche storie lunghe, su La fine del mondo molte storie a puntate, frammentate sui diversi numeri.
Molte le firme interessanti su entrambe le riviste: da Shintato Kago a Zerocalcare, da Jordan Crane a Wamu, da Manuele Fior a Kalina Muhova, Alice Socal, Martina Sarritzu, Eliana Albertini (queste ultime tra le mie preferite), passando per Josh Pettinger, Dottor Pira, Ecleto, Altan, Bozzetto, Blu, Maicol & Mirco… la lista completa è piuttosto lunga.
Alterlinus in questo numero sei si porta dietro anche articoli sul mondo del fumetto, piuttosto interessanti e puntuali; e qualche difetto d’origine (anche in questo numero non è chiaro quali delle storie pubblicate facciano parte di un fumetto lungo diviso in parti e in alcuni casi sembra che alcuni fumetti a puntate dei numeri precedenti si siano persi nel nulla). L’odore che si sente avvicinando il naso alle pagine facendole scorrere è comunque ipnotico.
Se volete immergervi nel fumetto d’autore, rifarvi un po’ gli occhi, vedere come il mondo disegnato parli della contemporaneità, degli scontri che ci sono fuori e dentro di noi, fatevi un regalo e partite da questi due numeri sei per poi andare a riscoprirli camminando all’indietro e proseguendo con loro in avanti. Ne vale davvero la pena. In edicola (o su abbonamento) La fine del mondo, più facilmente in libreria o ne negozi di fumetti Alterlinus.
