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È facile iniziare a programmare (se sai come farlo #1)

Con questo post inizio a scrivere una serie di cose per indurre le persone alla programmazione. Sono tutti post rivolti a chi non ne sa niente di programmazione e che pensa che la sua vita e la programmazione stiano in due posti separati.

Questi post saranno riacciuffabili attraverso la categoria venecoda o l’hashtag #venecoda su Facebook.

Si tratta di semplici lezioni per capire le cose base dei linguaggi di programmazione, sulla falsariga di quelle che ho già scritto e che avete letto negli anni ottanta nel bollettino parrocchiale di Sant’Olcese.

Cosa sono i linguaggi di programmazione?

Pensate al vostro cane. È sul divano. Voi entrate in sala, lo vedete sul divano, lui vede voi. Fa la faccia colpevole, sa che non deve stare sul divano. Sarebbe opportuno parlare in linguaggio canino per fargli capire il grosso errore che ha fatto, ma voi siete umani, non conoscete il linguaggio canino.

Vi serve un linguaggio di comodo, che sia abbastanza simile al linguaggio con cui parlate con i vostri colleghi o con i vostri figli, ma anche sufficientemente conciso e formalizzato per essere recepito dal vostro cane.

Quindi urlate “bastardo, scendi dal divano!”.

Bastardo è l’oggetto del vostro comando, scendi è l’azione che richiedete all’oggetto di fare e il divano è una variabile, in questo caso il cane è sul divano, ma solo perché avete chiuso a chiave la camera da letto. Altrimenti sarebbe sul letto.

Ora, il cane non capisce quello che avete detto, lui comunica solo in canino, ma – appunto – si è creata in anni di coesistenza una lingua di comodo nella quale alcune parole diventano significative per lui e per voi.

Questi sono i linguaggi di programmazione: dei modi per far comunicare gli umani con una macchina, l’elaboratore. Il computer. Nel corso degli anni ne sono stati creati tanti e tanti, sono tutti un po’ diversi e tutti un po’ uguali. A Enrico Colombini in una conversazione privata purtroppo secretata anni fa chiesi, ma senti, tu quanti linguaggi di programmazione conosci? E lui mi ha guardato e mi ha detto, beh, tutti. Nel senso che quelli che non li conosco me li guardo e capisco in cosa differiscono da quelli che conosco già.

Ci sono linguaggi di programmazione logici, imperativi o procedurali, funzionali, a oggetti e rosa. Noi parleremo di quelli rosa.

Ma prima di parlare di quelli rosa, vedremo a grandi linee gli altri.

In queste lezioncine farò riferimento a una IDE che vi consiglio di scaricare, di chiama Thonny. Le IDE sono – sostanzialmente – dei programmoni che aiutano a programmare, mettono insieme un editor per scrivere i comandi, segnalano se stai facendo degli errori, fanno apparire immediatamente i risultati della programmazione, ti consolano quando sbagli. Aiutano.

Ho scelto Thonny perché è proprio una IDE pensata per chi inizia a programmare e perché è stata fatta in Estonia. Ha anche una icona che mette tenerezza. È un po’ come quello spettacolo nel Lupo della Steppa di Hesse, il cartellone, non so se avete presente.

Il linguaggio con cui programmeremo le prime cose è Python. Ho scelto Python perché è un linguaggio di programmazione che non amo molto, quindi non ci saranno problemi affettivi.

Una volta aperto Thonny, scrivete nello spazio in alto:

print ("ciao mondo")

e poi premete l’icona del play bianco su fondo verde. Thonny vi chiederà di salvare il programma a cui state lavorando, fatelo.

Subito dopo, sotto, nella shell, apparirà la scritta:

ciao mondo

A questo punto il grosso è fatto, da ora in poi è tutta in discesa.

[continua]

23. maggio 2018 by fabrizio venerandi
Categories: Programmazione, venecoda | Leave a comment

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